BANCHE. Abi: famiglie italiane solide e 20 milioni di euro di finanziamenti per i nuovi nati

Le famiglie italiane confermano la loro solidità anche di fronte alla crisi e le banche italiane sono attente a tutti i possibili fronti di fragilità e vulnerabilità creditizia delle famiglie. E’ la fotografia che emerge dal secondo numero del "Report trimestrale – indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia finanziaria delle famiglie italiane", realizzato da Abi in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e presentato a Roma il 18 agosto 2010. Il Report, che rappresenta un nuovo strumento di monitoraggio trimestrale, ha passato in rassegna un ampio set di indicatori in grado di segnalare lo stato delle condizioni finanziarie delle famiglie quali: indicatori di indebitamento, vulnerabilità, patologia finanziaria, domanda e offerta di credito.

Il Report di luglio 2010 evidenzia come i finanziamenti per la casa continuino a crescere su tassi abbastanza sostenuti favoriti, da un lato, dall’effetto di calmieramento dei prezzi degli immobili a seguito della crisi e, dall’altro, dal basso tenore dei tassi d’interesse. A marzo 2010 i prestiti per l’acquisto di abitazioni sono cresciuti di circa l’8% (+4,5% a marzo del 2009).

Accanto a ciò, il livello di indebitamento delle famiglie rimane contenuto, anche rispetto al confronto internazionale, grazie al basso profilo dei tassi d’interesse che non hanno comportato maggiori oneri finanziari, tant’è che il rapporto tra rata media sui mutui casa e reddito si è mantenuto sostanzialmente invariato. Infatti, a marzo 2010, secondo i dati disponibili più recenti, il complesso delle rate assorbivano il 4,3% del reddito, incidenza sostanzialmente stabile rispetto all’esperienza dell’ultimo anno ma inferiore di oltre il 2,5% rispetto alla metà del 2008. Inoltre l’incidenza delle nuove sofferenze del "creditore famiglia" si contiene complessivamente all’1,3-1,4% del totale erogato.

Tra gli indicatori di vulnerabilità c’è l’indice di accessibilità all’abitazione che permette di misurare l’apporto del credito bancario nonché dei livelli di reddito e dell’andamento del mercato immobiliare alla possibilità di acquisto della casa. Per quest’indicatore si evidenzia che da circa un anno e mezzo è in atto un progressivo miglioramento, quindi una maggiore possibilità di poter acquistare una casa: l’indice di affordability infatti mostra che a marzo la rata che la famiglia media deve pagare per comprare la propria casa è di poco superiore al 20% del proprio reddito disponibile (21,4%), quindi il bene casa rimane largamente accessibile per la famiglia media grazie soprattutto al basso livello dei tassi.

E qualche giorno fa l’Abi ha diffuso anche i dati relativi ai prestiti agevolati a favore delle famiglie con i nuovi nati: a fine luglio 2010 ammontano a 19.7 milioni di euro i finanziamenti agevolati erogati dalle banche italiane a favore di famiglie con nuovi nati o adottati nel corso del 2009. Si tratta fin’ora di oltre 4.000 pratiche gestite dagli sportelli bancari sul territorio con una netta prevalenza nel Sud (5.1 milioni di euro) e nel Nord Ovest (5.6 milioni di euro). Sono 178 le banche che hanno aderito alla iniziativa per un totale di 23.382 sportelli (70% del sistema).

Le operazioni di finanziamento effettuate dalle banche sono garantite dal fondo per le politiche della famiglia fino ad un massimo del 75% dell’eventuale insolvenza, tramite un apposito stanziamento di 25 milioni di euro. Il prestito, che potrà essere concesso per un ammontare non superiore ai 5 mila euro, da restituire in 5 anni, è finalizzato ad agevolare le famiglie in un momento in cui devono far fronte alle più comuni spese legate alla nascita e all’assistenza dei nuovi figli. Un’attenzione particolare è posta nei confronti dei bambini affetti da malattie rare, per i quali il prestito è assistito anche da un contributo in conto interessi, grazie ad un ulteriore finanziamento statale di 10 milioni di euro.

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