BANCHE. Abi: immigrati, ecco la mappa di chi usa carte e bancomat. L’80% è cliente medio

Banche e immigrati, un rapporto fatto di una pluralità di strumenti finanziari e di una clientela che in genere esprime esigenze "medie" anche se con diverse specificità nazionali. Così gli albanesi preferiscono il bancomat (80% a fronte di una media di circa il 67%), i ghanesi puntano sulla carta di credito (32%), i filippini sulle carte prepagate (24%). La comunità cinese è al primo posto per l’uso di libretti di risparmio (56%) e i prestiti personali (40%) mentre l’Ecuador è al primo posto per l’uso dell’home banking (oltre il 13%). Il lavoro è il canale di accesso al sistema bancario per le comunità del Senegal e del Marocco, mentre per la Romania la banca è soprattutto custode del risparmio e canale di accesso al credito. Fra i migranti, l’82% è cliente medio, ossia fa ricorso a una pluralità di strumenti finanziari che rispondono ad esigenze semplici e basilari. Il 16% appartiene invece a un profilo che investe e valorizza i risparmi.

Sono i dati della ricerca ABI-Cespi "Banche e nuovi italiani: i comportamenti finanziari degli immigrati" sul grado di utilizzo dei servizi bancari da parte degli immigrati, presentata al Forum Corporate Social Responsibility oggi a Roma.

Come ha spiegato Giuseppe Zadra, Direttore Generale dell’ABI, "oggi le banche si confrontano sempre più con le aspettative e i bisogni finanziari anche di nuovi soggetti, in particolare degli immigrati, che si sono inseriti nel nostro tessuto economico e sociale e che rappresentano un segmento del mercato non più trascurabile". Zadra ha sottolineato che "diviene perciò necessario comprendere le esigenze che emergono dal lato della domanda ed individuare soluzioni che possano rispondere ai bisogni ed alle attese degli interlocutori".

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