BANCHE. Abi, modernizzare il sistema dei pagamenti

Un sistema dei pagamenti più moderno, efficiente, rapido e sicuro con più carte e strumenti elettronici e meno denaro contante in circolazione. A tutto vantaggio di cittadini, imprese e pubblica amministrazione, che potranno contare su tempi e costi più contenuti rispetto alle operazioni tradizionali con liquidi e assegni, oltre che su una contabilità più agevole e certa grazie all’elettronica e all’informatica. Sono questi gli obiettivi del progetto "Modernizzare la filiera dei pagamenti: possibili linee di intervento", messo a punto dall’Abi.

Carte di credito, Pagobancomat, carte prepagate ed altri sistemi di pagamento più moderni potrebbero comportare – spiega l’associazione in una nota – un notevole risparmio, oltre che una maggiore efficienza, per i pagamenti. Meno contante, inoltre, vuol dire anche più sicurezza per tutti, e soprattutto per famiglie e commercianti, che più spesso si trovano a "maneggiare" denaro liquido per gestire le spese quotidiane o le vendite in negozio. Utilizzando gli strumenti elettronici, infatti, si abbatte il "costo sociale" legato agli episodi di furto, scippo e rapina e si risparmiano preoccupazioni, oltre che il tempo speso allo sportello bancario per ritirare i contanti.

Attualmente il denaro contante e gli assegni in Italia sono ancora più utilizzati per fare pagamenti che negli altri paesi europei, dove il "denaro di plastica" è molto più diffuso. Stando ai dati raccolti dall’Abi (aggiornati al 2004), infatti, il 90% dei pagamenti delle famiglie italiane avviene in contanti, contro il 78% della Germania, il 69% del Belgio, il 67% dell’Olanda, il 65% della Gran Bretagna e il 59% della Francia. Ma come usano il contante gli italiani? In particolare, lo usano per fare acquisti al dettaglio: shopping, spese mediche, rifornimenti di benzina, svago e vacanze. In questi settori in un anno si fanno 30 miliardi di operazioni in contanti (pari al 95% del totale), per 116 miliardi di euro.

Sistemi alternativi al contante, invece, si usano soprattutto per pagare le bollette, visto che solo l’1% del totale dei pagamenti effettuati in contanti (pari a 327 milioni di operazioni per un totale di 9 miliardi di euro) riguarda il pagamento di acqua, luce, gas, telefono e altre utenze. Nello 0,3% dei casi, invece, i pagamenti in contante vengono utilizzati dai cittadini per saldare tasse e contributi (86 milioni di pagamenti per un totale di 3 miliardi di euro), mentre nello 0,1% le banconote ritornano nelle tasche degli italiani sotto forma di stipendi e salari (47 milioni di pagamenti per un totale di 45 miliardi di euro).

Per quanto riguarda in particolare le carte Pagobancomat, gli italiani cominciano a farne largo uso per i propri pagamenti come dimostrano i 27 milioni di pezzi già in circolazione nel nostro Paese. Nel 2005, inoltre, i pagamenti fatti con la carta Pagobancomat hanno superato i prelievi: gli italiani infatti hanno "strisciato" 656 milioni di volte le loro tessere di plastica (quasi l’8% in più del 2004), mentre sono stati 610 milioni i prelievi allo sportello atm (l’1,61% in più rispetto all’anno precedente).

Per favorire una riduzione della circolazione del contante in Italia, l’Abi propone che tutti gli uffici della pubblica amministrazione presso i quali i cittadini si trovano a dover fare pagamenti si dotino di postazioni (Pos) per il pagamento con strumenti elettronici. Inoltre, per quanto riguarda i pagamenti che la Pubblica Amministrazione effettua nei confronti dei privati, l’Associazione bancaria suggerisce di privilegiare l’utilizzo di strumenti evoluti, come ad esempio la carta prepagata.

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