BANCHE. Abi: tornano a crescere i prestiti alle famiglie italiane

Negli ultimi mesi i finanziamenti bancari a imprese e famiglie in Italia hanno ripreso a crescere ad un ritmo superiore alla media dell’area euro. Si è registrata una crescita annua del +6,3%, dopo che a gennaio 2010 si era raggiunto il tasso minimo di incremento di +0,3%. Una dinamica ancora più sostenuta si riscontra nei finanziamenti alle famiglie: a marzo 2011 il tasso di crescita tendenziale di tali finanziamenti è stato pari al +8,7% segnando il risultato migliore fra i principali Paesi dell’area euro.

E’ quanto emerge dal rapporto mensile dell’Abi pubblicato oggi, secondo cui la crescita dei finanziamenti del settore privato ha interessato tutte le aree d’Italia con una maggiore intensità per il Mezzogiorno. A febbraio 2011, infatti, a fronte di un tasso annuo di crescita di circa il 6% come media nazionale, l’Italia meridionale è cresciuta del 7,6% e le Isole del 7,4%. Questo trend è stato trainato principalmente dai mutui per l’acquisto di case il cui tasso annuo di crescita è stato dell’8,8%, superiore a quanto si sia registrato nell’area euro (+5%). Per quanto riguarda i tassi di interesse sui prestiti ad aprile hanno mostrato un lieve rialzo ma si mantengono sempre su valori vicini ai minimi storici. Il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e a società non finanziarie è stato del 3,77% contro il 3,69% del mese precedente (e 14 punti base al di sopra del valore di aprile 2010).

Sul fronte della fiducia dei consumatori, nel mese di marzo gli indici hanno evidenziato un peggioramento in tutta l’area euro (da -10,6 a -11,6). In dettaglio, il mood dei consumatori è calato, ad aprile, in Italia (da -24,2 a -25,9); è in peggioramento anche in Francia (da -18,4 a -19,3) ed in Germania (da 8,5 a 7,9).

Le attività finanziarie delle famiglie italiane sono diminuite dello 0,6% su base annua nel terzo trimestre del 2010 (228,1% del Pil). Per quanto riguarda, infine, le sofferenze del sistema bancario italiano, a marzo sono state pari a 48,8 miliardi di euro, circa un miliardo in più rispetto a mese precedente. L’Abi sottolinea tuttavia che da gennaio 2011 l’aumento delle sofferenze lorde e nette risente anche di operazioni realizzate da alcuni gruppi bancari negli assetti societari, pertanto non é possibile effettuare un confronto omogeneo rispetto ai dati dello stesso periodo dello scorso anno.

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