BANCHE. Adiconsum: allarme spread sui mutui

Per chi si accinge ad accendere un mutuo le condizioni di mercato stanno peggiorando rapidamente. Si segnalano livelli di spread vicini al 3-4% e questo significa che per un nuovo mutuo di 100 mila euro e uno spread del 3%, una giovane coppia paga rispetto a maggio (con spread all’1%) 98,37 euro in più sulla rata mensile e 23.150 euro a scadenza. A lanciare l’allarme è Adiconsum, che denuncia come i mutui non costino meno, anche se la BCE ha tagliato i tassi.

Spiega l’associazione: "Il taglio dei tassi BCE dello 0,25% ha riflessi sui mutui a tasso variabile in essere, con una riduzione dell’interesse dovuto e dunque sia dell’importo della rata che di quello del costo totale. Per fare un esempio: per un mutuo di 100.000 euro a 20 anni già in essere al 3 novembre 2011, con un tasso variabile del 4,00% la riduzione della rata esborso mensile della famiglia determinata dal taglio dei tassi della BCE è di 13,05 euro, mentre il risparmio totale è di 3.117 euro". Le condizioni però sono diverse per chi si accinge ad accendere un mutuo, perché vengono segnalati livelli di spread molto elevati.

"Questo- dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – significa che la giovane coppia che acquista casa pagherà quasi il 2% in più rispetto a maggio, quando lo spread era dell’1%: oggi uno spread del 3% comporta un maggior esborso sulla rata mensile di 98,37 euro e sul totale restituito a scadenza di 23.510 euro. Ricordiamo che lo spread si mantiene costante per tutta la durata del contratto di mutuo e resterà elevato anche se l’indice cui è agganciato il tasso di interesse scende. Il problema investe anche le rinegoziazioni e surroghe, poiché il peggioramento generale delle condizioni offerte sul mercato può rendere di fatto impossibile accedere a proposte più convenienti e cambiare banca".

L’associazione spiega che ci saranno ripercussioni anche per chi ha richiesto un preventivo di mutuo nei mesi estivi scorsi e sulla base di quelle condizioni ha deciso di acquistare una abitazione, firmando il preliminare di acquisto: la banca al momento della sottoscrizione del mutuo applicherà le nuove condizioni, più onerose, a meno che il preventivo non indicasse esplicitamente che lo spread era congelato per un certo periodo (variabile da 1 a 8 mesi). Molte banche però si riservano la facoltà di cambiare lo spread in itinere, fino alla conclusione della pratica con la stipula del contrato di mutuo. In questi casi, prosegue Adiconsum, si è costretti ad accettare le nuove condizioni ed attendere tempi migliori per rinegoziare o fare una surroga.

Il Fondo per l’acquisto della casa non basta. "E’ urgente apprestare misure di protezione per le giovani coppie, che realizzino un ‘effetto calmiere’ sul tasso applicato ai mutui e mantengano condizioni del credito accessibili anche alle fasce sociali medio-basse – prosegue Giordano – altrimenti un ulteriore elemento di stagnazione del mercato immobiliare si profila all’orizzonte, con potenziali effetti recessivi a catena. Ugualmente dovranno essere trovate forme di sostegno per quelle famiglie che hanno utilizzato la sospensione della rata, ma che al termine del periodo non riescono a riprendere regolarmente i pagamenti previsti".

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