BANCHE. Anatocismo, Consumatori contro. Adusbef Puglia invita ad esercitare il diritto di rimborso

Il Decreto Milleproroghe, attualmente in discussione alla Camera, ha fatto scatenare le reazioni delle Associazioni dei consumatori in merito ad un emendamento che ha cambiato i termini di prescrizione dell’anatocismo. Secondo Federconsumatori è improponibile e vergognoso il tentativo di stravolgere la sentenza della Corte di Cassazione in merito all’anatocismo bancario.

"La Suprema Corte di Cassazione aveva stabilito, infatti, che la prescrizione del diritto ad ottenere la restituzione delle somme illegittimamente addebitate dalle banche scattava dalla chiusura del rapporto e non dalla data della singola annotazione a debito sul conto. Si riaffermava, così il divieto assoluto dell’anatocismo, garantendo la restituzione del maltolto". "Ora – denuncia Federconsumatori – il Governo vorrebbe, invece, inserire nel maxiemendamento una modifica che, ristabilendo il decorrere della prescrizione a partire dall’annotazione in conto, cancellerebbe con i soliti metodi arroganti e prepotenti il parere espresso dalla Cassazione, danneggiando gravemente decine di migliaia di correntisti che avevano già avviato le cause per la restituzione delle somme indebitamente versate. Auspichiamo che questo vergognoso emendamento venga cancellato nella discussione alla Camera: è un regalo che, francamente, le banche non si meritano".

Intanto l’avvocato Massimo Melpignano, Vicepresidente di Adusbef Puglia invita tutti i risparmiatori a riprendere in mano i vecchi rapporti, chiusi da meno di 10 anni o in corso, chiedendo alla banca la restituzione del maltolto. L’avvocato Melpignano fa riferimento alla sentenza della Corte di Cassazione del 2 dicembre 2010, che " interessa tutti i correntisti in rosso che hanno pagato interessi all’istituto di credito dall’entrata in vigore dell’art. 1283 c.c. (21 aprile 1942) sino ad oggi".

"Hanno il diritto di esercitare il rimborso – spiega il Vicepresidente di Adusbef Puglia – sia i cittadini che hanno il conto corrente aperto, sia quelli che lo hanno chiuso negli ultimi 10 anni. Chi esercita il diritto nei termini può chiedere il rimborso dall’apertura del conto corrente sino al rimborso alla chiusura o sino ad oggi. Oltre alla restituzione delle somme, molti tribunali condannano le banche al risarcimento dei danni derivanti dall’errata segnalazione alla centrale dei rischi".

L’avvocato Melpignano ricorda che per avviare le procedure di rimborso occorrono:

  1. copia del contratto di conto corrente o, in mancanza, copia del più antico estratto conto posseduto;
  2. copia dell’ultimo estratto conto pervenuto;
  3. copia della carta d’identità per le persone fisiche e del certificato di iscrizione presso la CCIA per le persone giuridiche.

Per stimare l’entità dell’indebito percepito dalla banca, l’Adusbef Puglia consiglia di effettuare una consulenza tecnico-contabile, realizzata da un esperto di fiducia sulla base di tutti gli estratti conto bancari posseduti. Sul sito www.studiomelpignano.it è liberamente scaricabile il modulo per richiedere il rimborso ed è possibile reperire tutte le informazioni e l’assistenza necessaria per avviare azioni contro le banche. Il numero verde è 800-984786.

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