BANCHE. Anatocismo, un coro di voci contrarie alla norma salva-banche

La norma sull’anatocismo inserita dal Senato nel maxiemendamento al Milleproroghe, attualmente in discussione alla Camera, sta facendo discutere a desta e a sinistra. Dopo le denunce delle Associazioni dei consumatori si sono, infatti, alzate anche le voci della politica. Nunzia De Girolamo, deputata del PdL, ha chiesto al Ministro Tremonti di attivarsi immediatamente affinché dal Milleproproghe venga escluso il provvedimento salva-banche che blocca i rimborsi sull’anatocismo. "E’ veramente improponibile" ha detto De Girolamo.

"Il comma inserito nel maxiemendamento al decreto Milleproroghe, con il quale viene di fatto aggirata la sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione, che sanciva il diritto dei correntisti alla restituzione di tutte le somme illegittimamente addebitate dalle banche sui conti correnti con la capitalizzazione trimestrale degli interessi, sarebbe dovuto essere espunto al fine di non danneggiare gli utenti vittime dell’anatocismo". Lo affermano in una nota congiunta i deputati del PdL Giuseppe Marinello, vicepresidente della Commissione bilancio della Camera, e Alessandro Pagano, componente della Commissione finanze della Camera. "Questa norma – proseguono gli esponenti del Pdl – rischia di essere una beffa per i piccoli risparmiatori e di mettere in serio pericolo la sopravvivenza delle piccole e medie imprese. La conseguenza più discutibile e controversa del ‘punto 9’ inserito nel maxiemendamento – aggiungono – è senza dubbio quella relativa alla prescrizione del diritto del correntista ad ottenere la restituzione delle somme illegittimamente addebitate dalle banche sul conto corrente, la quale comincerà a decorrere dall’annotazione in conto anziché dalla chiusura del rapporto. In tal modo le cause avviate da migliaia di correntisti, il cui esito sarebbe stato la soccombenza in giudizio delle banche, saranno perse per legge. Le aziende, ma anche i singoli cittadini, che hanno intrapreso la via giudiziaria non solo non otterranno alcun risarcimento, ma addirittura saranno costretti a pagare le spese di giudizio. Non ci sottrarremo al voto di fiducia, tuttavia – concludono – facciamo appello al ministro Tremonti affinché venga elaborato un sistema per salvaguardare i diritti dei cittadini e delle aziende che hanno giudizi pendenti avverso gli istituti di credito".

Il responsabile Consumatori del PD, Antonio Lirosi, afferma che la norma "è una vergogna, per come è stata decisa e soprattutto per il suo contenuto con effetto retroattivo. Una norma – aggiunge Lirosi – che equivale ad affossare definitivamente i diritti dei consumatori nel nostro Paese, in quanto annulla sentenze che nel corso di un decennio di contenzioso avevamo dato ragione alle associazioni dei consumatori e a migliaia di cittadini. Basterebbe soltanto questo aspetto per sfiduciare un Governo che, oltretutto, inserisce una disposizione di tale portata senza consentire un minimo di esame alle Commissioni parlamentari. E’ poi oltremodo grave che il Ministro Tremonti abbia mantenuto questa norma scandalosa nel maxiemendamento presentato ieri sera, nonostante le indicazioni sulla costituzionalità di tale prassi legislativa formulate dal Presidente delle Repubblica. Il Governo – denuncia Lirosi – ha chiesto la fiducia anche per far digerire a molti deputati della maggioranza un intervento che procurerà un danno grave a migliaia di piccole imprese e famiglie che avevano pagato ingiustamente alle banche migliaia di euro a titolo di interessi".

E Federcontribuenti annuncia uno sciopero della fame ad oltranza, se il testo del decreto salva-banche non verrà modificato. "Vogliono approvare un testo che autorizza le banche a derubare le aziende di oltre 30 miliardi di euro, introducendo la prescrizione decennale, mandando a morte milioni di cause e rendendo legale l’anatocismo" commenta Carmelo Finocchiaro, Presidente Federcontribuenti che spiega: "Se quelle cause saranno perse, le aziende saranno costrette a pagare tutte le spese di giudizio, oltre che debiti illegittimi alle banche con la conseguenza del fallimento per mancanza di liquidità. Anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, nella giornata di ieri, ha, attraverso una lettera inviata all’esecutivo, ammonito il testo parlando di "profili di incostituzionalità". "Col Milleproroghe le imprese otterranno la concessione di 6 mesi di moratoria sulle rate dei debiti verso le banche, per l’equivalente di 56 miliardi di euro, mentre allo stesso tempo concederanno la completa prescrizione dei loro 50 miliardi di interessi illegittimi, – ribadisce Finocchiaro – noi, come Federcontribuenti, continueremo a batterci per i diritti degli italiani e a denunciare l’ostruzionismo contro le nostre proposte da parte del governo e dei media nazionali. Siamo pronti allo sciopero della fame".

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