BANCHE. Antitrust ad ABI: “Sospendete circolare su costi chiusura c/c”

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella riunione del 14 settembre 2006, ha deciso di applicare i nuovi poteri cautelari previsti dalla legge Bersani, imponendo all’Abi, Associazione Bancaria Italiana, l’immediata sospensione della circolare emanata il 7 agosto 2006, relativa all’applicazione della nuova disciplina sulla modifica unilaterale delle condizioni contrattuali dei conti correnti.

Secondo l’Autorità, che ha aperto un’istruttoria sulla delibera dell’Abi, la Circolare può costituire un’intesa restrittiva della concorrenza in violazione dell’articolo 81 del Trattato CE, con il rischio di un danno grave e irreparabile per la concorrenza. Per l’Autorità la Circolare, che come ogni delibera di organi associativi in grado di influenzare l’attività economica delle imprese associate rappresenta un’intesa, non è finalizzata alla semplice informazione del contenuto delle recenti innovazioni normative ma, in vari punti, fornisce una chiave interpretativa in grado di orientare in modo uniforme l’attività delle imprese associate.

Secondo l’Autorità, la Circolare ABI, soffermandosi su variabili economiche strategiche per il confronto competitivo tra le imprese aderenti, fornisce indicazioni che, da un lato, incidono sull’incentivo reale e potenziale a competere tra le imprese, dall’altro, agevolano il mantenimento di elevati costi di uscita per la clientela. Le indicazioni contenute, sebbene non vincolanti, sono infatti idonee ad influenzare il comportamento dei singoli operatori, e costituiscono un comune punto di riferimento che – uniformando aspetti delle strategie commerciali – può ridurre il livello di incertezza circa il comportamento dei concorrenti sul mercato.

L’individuazione degli aumenti generali dei costi industriali quale "giustificato motivo" per modificare le condizioni contrattuali appare, ad esempio, una forma di restrizione concorrenziale: i costi industriali rappresentano infatti una variabile economica strategica nell’offerta da parte delle banche, sulla quale potrebbe invece innescarsi un virtuoso confronto competitivo. Analogamente, l’indicazione fornita nella Circolare relativa alle nuove disposizioni sul diritto di recesso del correntista senza spese di chiusura, può avere un impatto economico significativo per la clientela.

Secondo la Circolare infatti sarebbero ancora applicabili le commissioni di chiusura di servizi collegati al conto corrente, ad esempio quelle relative al trasferimento titoli, che hanno spesso un’incidenza rilevante. Si tratta di un orientamento che appare restrittivo della concorrenza in quanto riduce la mobilità della clientela, visto che la prassi commerciale prevalente nell’offerta di servizi bancari lega il conto corrente a vari altri servizi (tra i quali, appunto, la gestione titoli con le conseguenti commissioni di trasferimento). In base ai nuovi poteri previsti dalla legge n. 248 del 4 agosto 2006 (Bersani), l’Autorità può, d’ufficio, qualora constati ad un sommario esame la sussistenza di un’infrazione, deliberare l’adozione di misure cautelari. In caso di inadempienza può infliggere sanzioni amministrative pecuniarie fino al 3 per cento del fatturato.

L’istruttoria dovrà concludersi entro il 31 maggio 2007.

 

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