BANCHE. Antitrust: nuove commissioni sono penalizzanti e peggiorative

Le nuove commissioni delle banche, che hanno sostituito la commissione di massimo scoperto, sono particolarmente penalizzanti per gli scoperti di media-lunga durata e peggiorative anche per gli scoperti di entità limitata. E la fissazione di prezzi e livelli tariffari dei servizi nei confronti dei piccoli clienti si trova a un livello vicino a quello "tipico di un ambiente oligopolistico". È quanto ha detto oggi il presidente dell’Autorità Antitrust Antonio Catricalà in audizione alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato su "Problematiche afferenti alle commissioni di massimo scoperto".

L’Autorità ha sottolineato che i dati emersi da un’indagine da essa condotta sono "allarmanti". Si tratta di una ricerca sulle condizioni praticate da sette gruppi bancari nazionali che rappresentano più del 50% degli sportelli nazionali, attraverso la simulazione delle differenze di spesa legate alle commissioni. "Le elaborazioni svolte dall’Autorità – ha detto Catricalà – indicano che per cinque gruppi bancari, i costi trimestrali per commissioni per i consumatori "tipo" aumenterebbero, per uno rimarrebbero sostanzialmente invariati, per uno diminuirebbero. Assai più preoccupanti sono i dati sui valori degli incrementi nelle spese trimestrali tra vecchio e nuovo sistema: essi presentano valori compresi tra +37% e +1600%. Ovviamente, nei casi in cui le commissione sono applicate in rapporto alla durata dello sconfino, gli incrementi sono superiori per l’ipotesi di permanenza "in rosso" più lunga".

Conclusione: "In generale, le nuove commissioni appaiono particolarmente penalizzanti per gli scoperti di durata medio-lunga, ma risultano peggiorative anche per quelli di durata molto breve e di entità limitata. Si pone, dunque, il problema di rimediare a una situazione pesante, che riguarda mediamente il 10% dei correntisti italiani".

L’Autorità si sofferma anche sui rapporti di forza fra istituti bancari e clientela. E il risultato è sconfortante. "Essenziale per raggiungere un livello accettabile di competizione – rileva l’Autorità – è accentuare la mobilità della clientela e rafforzare la capacità di incidenza dei consumatori e delle piccole imprese nell’ambito dei singoli rapporti contrattuali. Tuttavia, attualmente si deve constatare che il grado di competitività del sistema nel suo complesso non ha ancora raggiunto quei livelli che consentirebbero l’auspicabile risultato. Spesso nei confronti dei clienti di minori dimensioni, ci troviamo di fronte alla definizione unilaterale di tutte le condizioni del rapporto anche economiche. Ne deriva che la fissazione dei prezzi e dei livelli tariffari dei vari servizi offerti si colloca ad un livello ben al di sopra di quello concorrenziale e assai vicino a quello tipico di un ambiente oligopolistico".

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