BANCHE. Approvato il Milleproroghe. Anatocismo, Confconsumatori: “Norma salva-banche”

Il sì definitivo al Milleproroghe è arrivato sabato in Senato (con 159 voti favorevoli, 126 contrari e 2 astenuti) quando l’Assemblea ha approvato in via definitiva il disegno di legge di conversione del decreto-legge recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e di interventi urgenti in materia tributaria e di sostegno alle imprese e alle famiglie. In Aula è passato un ordine del giorno sull’anatocismo in base al quale il Governo dovrà "valutare l’opportunità di intervenire in tempi rapidi con eventuali interventi normativi a tutela degli interessi legittimi dei cittadini negli eventuali contenziosi con gli istituti bancari". Quello che è certo, è che si faranno salve le somme già versate.

Con l’approvazione del Parlamento degli emendamenti introdotti dal Governo al Milleproroghe, è stata dunque introdotta una norma in virtù della quale la prescrizione decennale per far valere il diritto del correntista ad ottenere la restituzione di quanto indebitamente corrisposto alla banca decorre dal giorno dell’annotazione dell’operazione stessa e non dalla data di chiusura del conto, come, invece, aveva ribadito la Corte di Cassazione a Sezioni Unite con una recentissima sentenza del 2 dicembre 2010, nella quale veniva invece stabilito che i correntisti hanno diritto ad ottenere la restituzione delle somme trattenute dalle banche per interessi illegittimamente addebitati sul conto corrente a titolo di anatocismo, dalla data di apertura del conto e per tutta la durata dello stesso, mentre la prescrizione decennale per chiedere la restituzione decorre dalla chiusura del conto.

Particolarmente critico il commento dell’avvocato Emilio Graziuso, responsabile del coordinamento istituito tra la Confconsumatori – Federazione Provinciale di Brindisi e l’Associazione Nazionale Dalla Parte del Consumatore: "Una chiara norma salva-banche voluta dal potere politico dopo le sonore, ripetute e costanti sconfitte degli istituti di credito nelle aule di Tribunale – afferma Graziuso – Non bisogna, però, disperare. Se è vero, infatti, che la norma renderà la vita più difficile a migliaia di correntisti che hanno in corso cause su tutto il territorio nazionale per cercare di ottenere la restituzione del maltolto, è anche vero che la disposizione è attaccabile da un punto di vista strettamente giuridico. I legali del coordinamento stanno, infatti, in queste ore studiando le strategie processuali più idonee a neutralizzare la norma, frutto di una vera e propria stortura del sistema politico, il quale sembra tener più a cuore gli interessi delle banche che quelle dei correntisti e, quindi, dei singoli consumatori e delle tantissime piccole e medie imprese che costituiscono l’asse portante dell’economia nazionale".

Sul piede di guerra Federcontribuenti, che contro il provvedimento annuncia uno sciopero della fame. "Ci troviamo nella rovinosa situazione d’assistere, come Federcontribuenti, all’ineluttabile volontà di schiacciare in un angolo i diritti dei cittadini italiani. Laddove il Capo dello Stato, Napolitano, non ha più il rispetto di vedersi ascoltato e tenuto in considerazione dal governo, laddove una sentenza della Corte di Cassazione viene capovolta con una facilità inquietante, noi non vediamo altro modo, per farci ascoltare, se non quello di confermare lo sciopero della fame", ha detto il presidente Carmelo Finocchiaro, che annuncia l’iniziativa a partire da domani, "un estremo segnale che vogliamo mandare al governo e alle forze politiche".

Comments are closed.