BANCHE. Arbitro Bancario Finanziario, online il Quaderno di ricerca di Bankitalia

"Le domande formulate dai ricorrenti, in buona parte consumatori, sono spesso caratterizzate da imprecisioni e lacune espositive che hanno reso necessario uno sforzo interpretativo volto a salvaguardare le domande stesse, nei limiti consentiti dalle regole del processo civile, cui l’attività dell’Arbitro Bancario Finanziario si uniforma. Al riguardo si evidenziano, ad esempio, la scelta interpretativa in base alla quale sono state ritenute ammissibili le domande risarcitorie proposte per la prima volta nel ricorso, purché fondate su contestazioni effettuate nel reclamo; la pronuncia dichiarativa della responsabilità dell’intermediario nel presupposto che tale richiesta fosse implicita nella domanda risarcitoria proposta dal ricorrente, benché non accolta per difetto di prova sulla sussistenza del danno". È uno degli argomenti affrontati dal Quaderno di ricerca giuridica "L’Arbitro bancario finanziario come strumento di tutela della trasparenza", disponibile online sul sito della Banca d’Italia, che analizza lo stato dell’arte dell’ABF.

L’Arbitro bancario finanziario, istituito nell’ottobre del 2009, opera da gennaio 2010 attraverso i Collegi di Milano, Roma e Napoli. Il Quaderno trae spunto dall’esperienza compiuta dall’autore quale componente dell’Arbitro bancario finanziario nel Collegio di Roma e si propone di rappresentare alcuni dei principali problemi interpretativi che sono stati affrontati. Come si legge nelle considerazioni introduttive, la materia affidata all’ABF è complessa ma nel tempo è emersa l’esigenza di strumenti di tutela del consumatore.

Scrive Bruno De Carolis, autore della pubblicazione: "La materia affidata alla competenza dell’ABF è caratterizzata da particolare complessità, anche in ragione del crescente sviluppo della varietà dei prodotti finanziari offerti dal mercato, che rende difficile, soprattutto per il consumatore, acquisire un sufficiente grado di informazione, tale da consentirgli una corretta valutazione dei rischi. Del resto, l’esigenza di introdurre ulteriori strumenti di tutela dei consumatori, con speciale attenzione alle situazioni critiche che possono verificarsi nello svolgimento dei rapporti obbligatori, trovava conferma in segnali particolarmente significativi, come il ragguardevole numero di "esposti" ricevuti dalla Banca d’Italia (oltre 6.700 nell’anno 2009, con una crescita del 29% rispetto al 2008)".

Comments are closed.