BANCHE. Assicurazione dei depositi bancari, Bankitalia: ignorata dalla maggioranza degli italiani

Neanche un italiano su tre conosce l’assicurazione dei depositi bancari e ben quattro su dieci sono convinti che la prima conseguenza del fallimento dell’istituto sia la perdita dei risparmi. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato dalla Banca d’Italia. In particolare, si legge nel paper, solamente il 7% dei clienti sono a conoscenza del fatto che esiste un tetto di deposito assicurato e che ammonta a 100mila euro. In generale, gli uomini sono più informati delle donne. A garantire i depositanti delle banche italiane è il Fondo Interbancario, un consorzio obbligatorio di diritto privato, riconosciuto dalla Banca d’Italia, la cui attività è disciplinata dallo Statuto e dal Regolamento: in altre parole, se la banca dove ho attivo il mio conto corrente fallisce, il Fondo mi assicura il rimborso dei miei risparmi entro il limite di 100mila euro per ciascun conto corrente.

L’assicurazione dei depositi costituisce, accanto all’attività di vigilanza e al meccanismo di credito di ultima istanza, una delle componenti fondamentali su cui si fonda la rete di sicurezza tesa ad assicurare la stabilità del sistema bancario. Si riconosce e si tutela in tal modo la funzione sociale del risparmio e la funzione monetaria dell’intermediazione bancaria, evitando al contempo traumatiche ripercussioni per i depositanti in caso di dissesti bancari.

Scopo della garanzia dei depositi è offrire tutela al cosiddetto risparmiatore inconsapevole, inteso come colui che non ha facile accesso alle informazioni necessarie per valutare lo stato di salute dei soggetti cui affida il proprio risparmio. I sistemi di garanzia dei depositi sono disciplinati a livello europeo dalla Direttiva n. 94/19 CE, come modificata dalla Direttiva 2009/14/CE dell’11 marzo 2009 per quanto riguarda il limite di copertura e i termini di rimborso. Il legislatore italiano ha recepito la Direttiva 94/19/CE con il D. Lgs. del 4 Dicembre 1996, n.659e la Direttiva 2009/14/CE con il D. Lgs. del 24 marzo 2011, n.49 in vigore dal 7 maggio 2011. Il Decreto Legislativo 24 marzo 2011, n.49, in conformità al dettato della Direttiva 2009/14/CE, dispone l’applicazione di un limite massimo di rimborso per depositante pari a 100.000 euro e di un termine di rimborso di 20 giorni lavorativi, prorogabili dalla banca d’Italia in circostanze del tutto eccezionali di altri dieci giorni, a decorrere dalla data in cui si producono gli effetti del provvedimento di liquidazione coatta amministrativa ai sensi dell’articolo 83 del Decreto Legislativo 1° settembre 1993, n. 385 (T.U.B).

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