BANCHE. Audizione Catricalà: crisi accentua anomalie

Nel settore bancario "la crisi accentua i rischi delle anomalie italiane". Lo ha sottolineato, in audizione in commissione Finanze al Senato, il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, secondo il quale, "da un lato si tratta di potenziali effetti domino, nella misura in cui l’instabilità di alcuni azionisti al tempo stesso soggetti finanziati può investire le imprese nelle quali è detenuto il capitale. Ciò – ha aggiunto – a maggior ragione laddove sono coinvolte più società concorrenti". Dall’altro lato – ha proseguito – si tratta di "profili di controllo e di incentivazione alla informativa al mercato e dei consumatori/risparmiatori/investitori in primis, nella misura in cui fare chiarezza sull’assetto patrimoniale e sui rischi assunti può essere disincentivato proprio dagli interessi "incrociati" e non sempre lineari tra soggetto finanziato e soggetto finanziatore, tra soggetto partecipato e soggetto azionista". A giudizio di Catricalà, "superare tali rischi, recuperare in reputazione, dare al consumatore una completa informazione e diritti certi in termini di mobilità possono essere obiettivi ambiziosi ma non irraggiungibili". Nel complesso l’intero settore bancario italiano mostra una capacità di reazione positiva, con un sostegno agli impieghi verso le imprese rilevante (oltre il 10-12% in termini di crescita media nel primo semestre 2008, in parte ridottosi nel secondo semestre ma in misura non significativa". Secondo Catricalà, nell’attuale contesto, "le misure che sembra opportuno suggerire non possono che essere di due tipologie: una prima di brevissimo periodo, volta ad affrontare l’emergenza, una seconda di medio-lungo termine, con lo scopo di innovare la struttura e lo stesso governo societario del sistema bancario-finanziario". A giudizio del presidente dell’Antitrust, "diversamente da quanto da taluni sostenuto, quest’ultimo tipo di misure non è nè temporalmente errato, nè fuori tema rispetto alla fase in corso. Viceversa – ha aggiunto – se non si vuole solo affrontare gli effetti della crisi ma cercare le condizioni per una più facile ripresa generale, è indispensabile, quando l’emergenza sarà finita, pensare alla struttura dei mercati iniziando da come gli stessi vengono regolati e gestiti".

PDF: L’audizione

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