BANCHE. Banca Etica sulla finanza sostenibile: lotta ai paradisi fiscali ed educazione finanziaria

Lotta ai paradisi fiscali – si stima che occultino una ricchezza complessiva di 11.500 miliardi di dollari – ed educazione finanziaria dei cittadini. Un flusso informativo che garantisca trasparenza. E la costituzione di un fondo alimentato dai risarcimenti e gestito da soggetti indipendenti per fare campagne di informazione e corsi di educazione finanziaria. Sono alcune delle proposte lanciate a Milano durante l’incontro pubblico organizzato sabato da Banca Etica.

Secondo il direttore generale di Banca Etica, Mario Crosta, "il segreto bancario e i paradisi fiscali vanno eliminati". Fra gli antidoti alla crisi Crosta ha individuato anche l’educazione finanziaria dei cittadini. Nella crisi è emersa la necessità di superare le asimmetrie informative. "E’ mancato e continua a mancare un corretto e adeguato flusso informativo – ha detto Crosta – che renda trasparente l’agire degli operatori dei mercati finanziari e che permetta a risparmiatori ed investitori di fare scelte pienamente consapevoli".

"Il legislatore – ha continuato il direttore generale di Banca Etica – dovrebbe innescare meccanismi premiali verso chi ha sempre avuto comportamenti trasparenti. Agli operatori incorsi in condanne si potrebbe chiedere, quale misura da comprendere nel risarcimento del danno, il conferimento di risorse economiche in un fondo da far gestire da soggetti sopra le parti che sia utilizzato proprio per campagne di informazione, per corsi di educazione finanziaria centrati all’uso responsabile del risparmio. Corsi che prevedano un’ampia platea di fruitori, a partire dai giovani, dalle scuole".

Le ricette per una finanza sostenibile sono state lanciate nell’ambito di un incontro con il sostituto procuratore di Milano, esperto di frodi finanziarie, Francesco Greco, che ha sottolineato come sia "scarsissima" l’attenzione verso i crimini economici quando viene paragonata ai crimini comuni: "Il prezzo della criminalità economica lo paghiamo già tutti, incluse le generazioni future. L’evasione fiscale costringe i dipendenti a pagare tasse elevatissime, il lavoro nero mette in pericolo la sopravvivenza del sistema pensionistico. Ogni italiano, prima ancora di venire al mondo deve pagare i costi del disavanzo pubblico alimentato dagli anni ’80 da Tangentopoli. Il solo scandalo Parmalat è costato a tutti noi una perdita stimata in un punto e mezzo di Pil – ha detto Greco – Gli strumenti di finanza derivata, nati per un legittimo fine assicurativo, sono stati abusati fino a diventare mezzi di speculazione fine a se stessi". Per il sostituto procuratore "in Italia più seria della questione morale è la questione giuridica: mancano gli strumenti per contrastare efficacemente la criminalità economica".

"In conclusione – ha detto Greco – credo che l’unica cosa veramente etica sia accettare di tornare a profitti normali, i profitti degli ultimi 20 anni non sono normali, sono profitti drogati che possono provenire solo da attività illecite. E non a caso è fortissimo oggi l’allarme per il riciclaggio dei capitali della criminalità organizzata che in epoca di crisi e di scarsa liquidità sono gli unici in circolazione".

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