BANCHE. Bankitalia, ABF un anno dopo: 61% dei casi risolti in favore della clientela

È "positivo" il bilancio del primo anno di attività dell’Arbitro Bancario Finanziario. "Il numero complessivo dei ricorsi presentati pone in luce come l’istituzione dell’ABF abbia corrisposto a un bisogno effettivo della clientela. Il trend crescente nel corso dell’anno testimonia l’apprezzamento del servizio da parte degli utenti". Al 31 dicembre 2010, sono 3.409 i ricorsi presentati e 1.788 le decisioni adottate. Nel 61% dei casi, l’esito delle procedure è stato in favore della clientela.

È quanto emerge dalla prima Relazione sull’attività svolta dall’Arbitro Bancario Finanziario. La Relazione, predisposta dalla Banca d’Italia ai sensi delle "Disposizioni sui sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari", contiene l’illustrazione delle caratteristiche dell’ABF e dei rapporti tra questo e la Banca d’Italia. Il documento riepiloga inoltre i dati quantitativi relativi ai ricorsi presentati e alle decisioni assunte con l’indicazione dei relativi esiti, dando risalto all’assenza di inadempimenti da parte degli intermediari, e copre il periodo dalla costituzione dell’ABF nel 2009 a tutto il 2010.

Ricorda la Relazione che l’ABF "fornisce ai clienti che non abbiano trovato soddisfazione alle proprie richieste attraverso il rapporto diretto con gli uffici reclami delle banche e delle società finanziarie un modo semplice, rapido ed economico per risolvere la controversia in atto".

Visti per tipologia di intermediario, i ricorsi hanno interessato per l’80,2% le banche. Si tratta soprattutto (75,8% dei casi) di ricorsi presentati da consumatori e persone fisiche piuttosto che da imprese, anche perché il limite delle controversie sottoponibili è di 100 mila euro. A livello territoriale, la quota di ricorsi presentati dai consumatori domiciliati nel Sud è molto inferiore rispetto alle altre aree del Paese.

I ricorsi più frequenti riguardano conti correnti (21,6%) e mutui (16%), rileva la Banca d’Italia, ma sono significativi anche i ricorsi in materia di strumenti e servizi di pagamento (21,2%) e di segnalazione alla Centrale di allarme interbancaria e ai Sistemi di informazione creditizia (8,8%). Come già detto, nel 61% dei casi le procedure si sono risolte con un esito favorevole ai clienti. In particolare, il 34% dei casi si è concluso con decisioni di accoglimento, in tutto o in parte, delle ragioni del cliente che ha presentato ricorso. Il 27% è composto da casi di "cessazione della materia del contendere", ovvero di ricorsi non giunti a decisione nel merito perché, spiega la Relazione, "nel frattempo, cliente e intermediario hanno concordato una soluzione della questione sottoposta che ha comportato il soddisfacimento delle richieste del cliente".

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