BANCHE. Bankitalia: aumenta debito delle famiglie, 65% del reddito

In Italia nel biennio 2011-2012 si prevede ancora un basso tasso di crescita, con un Pil fermo intorno all’1%, l’inflazione intorno al 2%, e forti elementi di incertezza che potrebbero anche cambiare lo scenario economico. Per questo "è essenziale che vengano rimossi gli ostacoli strutturali che hanno finora impedito all’economia italiana di inserirsi pienamente nella ripresa dell’economia mondiale". È quanto scrive la Banca d’Italia nel Bollettino economico trimestrale. Per le famiglie, la fotografia parla di una crescita molto debole dei consumi e di un aumento del debito, che si attesta al 65% del reddito disponibile.

Secondo le valutazioni di Bankitalia,"in Italia il Pil manterrebbe sia nel 2011 sia nel 2012 il basso ritmo di crescita dell’anno passato, intorno all’1%. L’espansione del prodotto, frenata dalla debole domanda interna, resterebbe inferiore a quella dell’area dell’euro, che le valutazioni di consenso indicano all’1,5%. In questo scenario, non si avrebbe una robusta ripresa dell’occupazione. L’inflazione al consumo si attesterebbe sul 2% nel biennio 2011-12".

Nel terzo trimestre del 2010 "i consumi delle famiglie hanno registrato un lieve recupero (0,3% sul periodo precedente, mentre avevano ristagnato in primavera)". Allo stesso tempo, "nel complesso dei primi nove mesi del 2010 i consumi delle famiglie sono cresciuti solo dello 0,7% rispetto al corrispondente periodo del 2009, continuando a risentire della debolezza del reddito disponibile reale, contrattosi di circa l’1% nello stesso arco temporale". Si stima dunque che, in un contesto di incertezza, la spesa delle famiglie sia comunque rimasta debole per tutto il periodo seguente.

Aumenta invece il debito: "Il debito delle famiglie – rileva Bankitalia – è ulteriormente cresciuto, attestandosi alla fine di settembre sul 65% del reddito disponibile. L’incidenza resta comunque largamente inferiore a quella registrata nel complesso dell’area dell’euro, che era pari al 98% in giugno. Anche gli oneri sostenuti dalle famiglie italiane per il servizio del debito (pagamento di interessi e restituzione del capitale) hanno registrato un lieve aumento, portandosi al 9,6% del reddito disponibile. Il tasso sui prestiti per l’acquisto di abitazioni è rimasto sostanzialmente stabile".

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