BANCHE. Bankitalia: aumentano debiti famiglie

Aumentano i debiti delle famiglie italiane che crescono di oltre il 20% fra luglio 2009 e luglio 2010, con una particolare incidenza dei contratti per l’acquisto della casa. I prestiti si sono attestati così a 579,4 miliardi di euro. I dati sono stati resi noti dalla Banca d’Italia e incontrano il commento di Federconsumatori e Adusbef, che denunciano però il declino del credito al consumo: "Relativamente ai dati diffusi oggi da Bankitalia sull’indebitamento delle famiglie, che cresce sotto l’impulso dei prestiti per l’acquisto della casa, c’è però da rilevare un fatto importante, un vero e proprio segnale di allarme circa la condizione delle famiglie. Infatti, nel 2010, secondo le Elaborazioni dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori su dati ABI relativi al I trimestre 2010, si registra un evento clamoroso: il declino del credito al consumo, in calo sia per quanto riguarda l’erogazione (-11% nel 2009 e -5% nel 2010), e, per la prima volta, sia per quanto riguarda la consistenza (passata a 110 miliardi, rispetto ai precedenti 113 miliardi di fine 2009)".

Secondo le associazioni, questo dimostra che le famiglie hanno difficoltà anche a indebitarsi. Cosa fare? Federconsumatori e Adusbef ribadiscono quanto già più volte richiesto: "È necessaria un’inversione di tendenza che, lo sosteniamo da molto tempo, si identifica in una ripresa di investimenti nei settori innovativi e nell’aumento del potere di acquisto delle famiglie, esclusivamente quelle a reddito fisso, attraverso processi di detassazione per almeno 1200 euro annui (se si pensa che solo per prezzi e tariffe quest’anno le famiglie subiranno aumenti di 1118 euro). Il reperimento delle risorse – concludono – non sta solo nella battaglia all’evasione fiscale, ma anche in un riequilibrio ottenuto pescando nelle rendite finanziarie, nei grandi patrimoni e negli alti redditi. Inoltre, come già fatto a suo tempo Francia e Spagna, utilizzando per gli investimenti in ricerca ed innovazione parte delle riserve auree".

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