BANCHE. Bond Argentina, un’altra vittoria per Confconsumatori dal Tribunale di Parma

Sentenza favorevole da parte del Tribunale di Parma ad un risparmiatore che aveva acquistato obbligazioni Argentine nel 2000. L’ha ottenuta Confconsumatori: il Tribunale ha riconosciuto l’esistenza di un grave inadempimento contrattuale da parte della Banca intermediaria. Quest’ultima aveva fatto sottoscrivere il contratto-quadro al cliente soltanto tre giorni prima della esecuzione del contratto, senza ricevere dallo stesso le informazioni sulla propria situazione finanziaria e propensione al rischio necessarie per procedere con operazioni "rischiose".

Nel 2000, era già conosciuta la situazione di crisi dello Stato Argentino; pertanto le obbligazioni relative presentavano già un rating con alta pericolosità di insolvenza ed erano adatte unicamente ad investitori in grado di sostenere rischi elevati, diversamente dal cliente in questione. Sulla base di tali presupposti, la Banca procedeva ugualmente all’ esecuzione del contratto, pur in assenza di un ordine scritto e datato, in contrasto con gli obblighi di forma prescritti dal Regolamento Consob del 1997. Per tutte queste ragioni, il Tribunale di Parma ha condannato la Banca al risarcimento del danno pari a quanto pagato dal risparmiatore, oltre agli interessi legali.

"Ormai anche la giurisprudenza è arrivata a comprendere che il risparmiatore non è un investitore qualificato, ma un soggetto debole che deve essere avvertito con attenzione dei pericoli dell’investimento" afferma l’avv. Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori che ha tutelato gli associati nella controversia.

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