BANCHE. CMS, le precisazioni dell’ABI

Si è svolta ieri presso Commissione Finanze e Tesoro del Senato l’audizione del presidente dell’Autorità Antitrust Antonio Catricalà circa "Problematiche afferenti alle commissioni di massimo scoperto". Con riferimento all’argomento, l’Associazione Bancaria Italiana (ABI) ha voluto sottolineare quattro elementi fondamentali che sintetizzano l’attuale situazione del mercato:

il problema dei cosiddetti "scoperti transitori" deriva dall’emettere ordini di pagamento senza disporre delle necessarie risorse, un comportamento questo che non corrisponde a quanto stabilito nel contratto, deriva cioè dalla decisione del cliente di utilizzare somme non disponibili rispetto alla quale la banca agevola il correntista coprendo comunque gli scoperti e evitando al cliente le gravi conseguenze dell’impagato.

Il mercato ha dimostrato, anche dopo i due interventi legislativi, un comportamento pienamente concorrenziale attraverso l’adozioni di diverse modalità di tariffazione del servizio che rispondono a diverse esigenze da parte dei clienti di utilizzo degli scoperti.

Le rilevazioni di mercato, confermate dalla stessa Banca d’Italia, indicano che 2 clienti su 3 hanno beneficiato di una riduzione delle commissioni e che la riduzione media delle commissioni per il totale del mercato è pari ad 1/3 del costo.

L’industria è come sempre disponibile a ricercare più efficaci strumenti di trasparenza a favore dei consumatori nell’ottica di semplificare, e quindi accrescere, le possibilità di confronto tra le migliaia di offerte presenti sul mercato.

Gli obiettivi di efficienza del mercato e di tutela dei consumatori, da noi fortemente condivisi ed attuati, si realizzano accrescendo le spinte concorrenziali e non ripiegando su politiche di fissazione amministrativa dei prezzi.

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