BANCHE. CSM, Bankitalia torna a vietarle. Aduc chiede “Perché non si sanzionano i trasgressori?”

Sembra che le banche italiane proprio non ci stanno ad eliminare la Commissione di Massimo Scoperto (CSM), abolita da Bankitalia il 29 gennaio 2009. Oggi l’Istituto di Via Nazionale torna a chiedere al Ministero dell’Economia di ”vietare la commissione di massimo scoperto e permettere la sola commissione per la messa a disposizione dei fondi, omnicompresiva e proporzionale”.

E’ una della proposte di Bankitalia, in tema di trasparenza bancaria, illustrata nell’audizione su ”Indagine conoscitiva sulle commissioni applicate dalle banche su affidamenti e scoperti di conto” che Andrea Enria, Capo del Servizio Normativa e politiche di Vigilanza della Banca d’Italia, ha tenuto presso la Commissione Tesoro e Finanza del Senato.

Dall’indagine risulta che le banche italiane "hanno interpretato male" le nuove regole, avendo applicato, al posto delle CSM, altre commissioni, ancora più onerose per il cliente. "Le nuove commissioni – ha spiegato Enria – la cui struttura spesso differisce in maniera significativa tra banca e banca, non hanno apportato miglioramenti sul fronte della chiarezza e della confrontabilità dei costi dello scoperto. Le difficoltà per la clientela nel comparare le offerte presenti sul mercato non sono state alleviate. La competizione tra intermediari non si è rafforzata e non vengono premiati coloro che offrono le condizioni più convenienti".

Dunque Bankitalia ribadisce il divieto delle CSM e propone che, per gli utilizzi extrafido e gli scoperti, ”venga consentita solo l’applicazione di una commissione determinata in misura fissa, espressa in valore assoluto, per compensare le banche delle spese di istruttoria veloce connesse con queste operazioni”. Queste nuove disposizioni dovrebbero essere inserite nel Testo unico bancario.

Altra necessità espressa da Bankitalia è quella di ”norme chiare e stringenti” che assicurino l’efficacia degli interventi dell’Autorità di vigilanza. ”I poteri di normazione attribuiti alla Banca di Italia non potranno, da soli, risolvere le inefficienze emerse; le incertezze dell’attuale impianto legislativo vanno quindi eliminate” ha concluso Enria.

Ma l’Aduc, che già a settembre 2009 aveva inviato una lettera al Governatore di Bankitalia, Mario Draghi, per segnalare il comportamento illegale delle banche, si chiede "perché la Banca d’Italia sia così indulgente". "Quando c’è già una norma prevista dalla legge – si chiede l’Associazione dei consumatori – e questa norma viene disattesa, l’autorità di controllo non dovrebbe sanzionare i trasgressori?"

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