BANCHE. Capitale minimo più elevato e sanzioni più pesanti: le proposte di Bruxelles

Preso atto del fatto che al centro della crisi finanziaria globale ci sono le banche, la Commissione Europea sta elaborando una serie di proposte e suggerimenti per rendere il sistema bancario europeo più trasparente e responsabile. Dopo l’ultimatum lanciato l’altro ieri affinché le banche europee presentino entro due mesi un codice di autoregolamentazione per aumentare la trasparenza, oggi arrivano altre proposte per rafforzare la solidità e la sicurezza delle 8.000 banche europee. La proposta è accompagnata da una valutazione d’impatto che ha dimostrato che tale riforma ridurrà notevolmente la probabilità di una crisi sistemica del settore bancario.

Gli obiettivi concreti della proposta sono 3:

  • le banche devono detenere un livello di capitale quantitativamente e qualitativamente più elevato per poter assorbire autonomamente futuri shock (come stabilito dall’accordo di Basilea III);
  • la Commissione intende inoltre istituire un nuovo quadro di governance, conferendo alle autorità di vigilanza nuove competenze per monitorare le banche in modo più approfondito e prevedendo la possibilità di sanzionare le banche qualora si rilevassero dei rischi, ad esempio al fine di ridurre i crediti in previsione di una bolla economica; per essere realmente dissuasive le sanzioni potranno arrivare fino al 10% del fatturato annuo di un istituto;
  • la Commissione mira a fare confluire tutta la legislazione in materia in un corpus unico di norme che disciplinino l’attività bancaria con l’obiettivo di migliorare la trasparenza e l’effettiva applicazione delle misure adottate.

"La crisi finanziaria ha colpito duramente le famiglie e le imprese europee – ha ricordato il Commissario Ue al Mercato interno Michel Barnier – Non possiamo permettere che una tale crisi si ripeta e non possiamo consentire che le azioni di pochi nel mondo finanziario compromettano la nostra prosperità. Per questo motivo oggi abbiamo presentato delle proposte intese a rafforzare le oltre 8 000 banche che operano in Europa. Il settore bancario – ha spiegato Barnier – dovrà detenere capitali quantitativamente e qualitativamente più elevati ogniqualvolta si esporrà a rischi. Siamo dunque in presenza di un enorme progresso nel nostro intento di trarre insegnamenti dalla crisi e adottare un nuovo approccio al rischio. Sono lieto di constatare che l’Europa continua a svolgere un ruolo guida: è infatti la prima giurisdizione a livello mondiale ad aver concretizzato gli impegni del G20. Solo una volta che tutte queste norme saranno applicate potremo sostenere di aver appreso pienamente la lezione impartitaci dalla crisi".

La proposta si articola in 2 parti: una direttiva in materia di accesso alle attività di raccolta di depositi ed un regolamento che stabilisce con quali modalità vadano svolte le attività degli enti creditizi e delle imprese di investimento. La direttiva oltre ai requisiti patrimoniali minimi, introduce 2 riserve di capitale: un cosiddetto cuscinetto di protezione del patrimonio identico per tutte le banche nell’UE e un cuscinetto anticiclico da definire a livello nazionale.

Infine, la proposta intende ridurre il ricorso, da parte di enti creditizi, ai rating di credito esterni, introducendo l’obbligo di basare le decisioni di investimento delle banche non solo sui rating ma anche sulla propria valutazione del credito e facendo sì che le banche con un numero rilevante di esposizioni in un dato portafoglio sviluppino rating interni per tale portafoglio invece di fare affidamento sulle valutazioni esterne per il calcolo dei propri requisiti patrimoniali.

 

 

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