BANCHE. Carte clonate? Il decalogo di Confconsumatori Brindisi

Il fenomeno dei bancomat e delle carte di credito clonate è in costante aumento e in molti casi il titolare della carta si accorge che ci sono stati prelievi illeciti soltanto dopo un po’ di tempo, quando il danno economico è diventato ingente. Il coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore ha elaborato un decalogo per andare in aiuto del consumatore. Come prima cosa è bene attivare dei servizi di notifica sms per ogni operazione effettuata con la carta e predisporre un controllo periodico dei propri movimenti; nei negozi, in particolare in quelli nei quali non ci si reca abitualmente, bisogna controllare sempre che la carta sia inserita negli appositi dispositivi, e che essi non presentino anomalie e, in caso di prelievo al bancomat, prima di inserire la carta, verificare che quest’ultimo si presenti privo di alterazioni.

Non si devono inviare i propri numeri della carta di credito ed il PIN tramite email anche se lo richiedono espressamente e – ricorda l’Associazione dei consumatori – in caso di prelievi anomali bloccare immediatamente la carta di credito e/o il bancomat e sporgere denuncia alla polizia o ai carabinieri, oltre che richiedere il risarcimento dei danni subiti alla banca e/o alla posta.

"Abbiamo ritenuto opportuno approntare il vademecum per cercare di offrire un aiuto informativo concreto ai titolari di carte di credito e/o bancomat – dichiara l’avv. Emilio Graziuso, Responsabile del coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore – Purtroppo sono in sensibile aumento le segnalazioni di clonazione e, quindi, di illeciti prelievi. Speriamo, quindi, che attraverso i nostri consigli, i consumatori possano evitare di subire tale tipo di truffa che si traduce, inevitabilmente, in un danno di natura economica spesso di notevole entità".

L’avv. Graziuso ricorda che, in caso si subisca una clonazione della carta, non bisogna disperare perché dal versante giudiziale arrivano buone notizie: oltre alla responsabilità penale di coloro che hanno realizzato la truffa, ove ne ricorrano gli estremi, i titolari delle carte possono richiedere direttamente alla banca e/o alla posta il risarcimento del danno patito.

"Parallelamente all’aumento dei casi di clonazione si sta registrando, fortunatamente, un numero sempre crescente di sentenze con le quali viene riconosciuto, in sede civile, il risarcimento del danno patito dai titolari di carte di credito o bancomat – precisa l’avv. Graziuso – Ad essere condannati in questi casi sono le banche e Poste Italiane le quali sono tenute a comportarsi con diligenza adottando le misure necessarie ad evitare manomissioni. È stato, infatti, più volte affermato, da ultimo in favore di un nostro associato, il principio in virtù del quale sussiste la responsabilità dell’ente proprietario della macchina erogatrice di somme di danaro per omessa vigilanza e la cattiva gestione degli strumenti atti a rilevare tempestivamente l’illecito prelievo. Di conseguenza, i consumatori hanno diritto al rimborso della somma agli stessi illecitamente sottratta".

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