BANCHE. Carte prepagate, Antitrust: costi elevati

Restano ancora elevati, anche se in linea con quelli degli altri strumenti di pagamento tradizionali come conti correnti e carte di credito, i costi delle carte prepagate offerte dal sistema bancario, con commissioni di ricarica che possono arrivare fino a 5 euro. Per favorire una loro riduzione occorre sfruttare le potenzialità legate a un possibile ingresso, nel mercato dei pagamenti elettronici, degli operatori telefonici mobili che, con 80 milioni di carte, costituivano alla fine del 2007 la principale componente delle carte prepagate chiuse.

È il quadro che emerge dell’indagine conoscitiva condotta dall’Antitrust nel settore delle carte prepagate. L’indagine analizza la situazione attuale, con inchieste a campione presso banche e Poste Italiane e i possibili scenari evolutivi, anche alla luce del dibattito in corso a livello europeo, finalizzato a facilitare l’ingresso, nel mercato della moneta elettronica, di operatori ibridi diversi dagli operatori bancari.

L’indagine ha preso le mosse nel luglio 2007 quando l’Antitrust ha voluto verificare gli effetti che il sempre più diffuso utilizzo di carte prepagate in molti settori economici ha sulle dinamiche concorrenziali e, conseguentemente, sui consumatori. Tra le motivazioni che spinsero l’Autorità ad avviare l’indagine si annoverava la posizione di debolezza negoziale per coloro che versano anticipatamente del denaro per un acquisto non ancora effettuato si espongono al rischio di comportamenti opportunistici da parte delle imprese che emettono la carta.

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