BANCHE. Carte revolving, i commenti dei Consumatori

L’indagine sulle carte revolving da parte della Procura di Trani ha evidenziato un problema che Adiconsum denuncia da tempo. "Dietro le allettanti proposte, si nasconde sempre qualche insidia", spiega l’Associazione. Le carte revolving, infatti, rappresentano nel nostro Paese 1/3 delle carte di credito emesse e spesso sono proposte dai negozianti per facilitare l’acquisto di un bene con le c.d. "comode rate" dietro le quali si nascondono interessi rilevanti di circa il 20-30% di cui ci si accorge, ad esempio, nel caso in cui si paga in ritardo una rata. E’ a quel punto, infatti, che scatta un meccanismo di ricalcolo degli interessi che porta in molti casi all’applicazione di tassi usurari.

Adiconsum ha sempre sconsigliato l’uso delle carte revolving sia per gli elevati interessi applicati che per la non trasparenza del contratto.
L’Associazione plaude all’iniziativa di Banca d’Italia e chiede di ampliare l’indagine avviata sulle carte American Express in Puglia, perché ritiene che il fenomeno non sia isolato, ma che anzi sia abbastanza diffuso.

Adiconsum invita i consumatori a verificare i tassi applicati sulla propria carta e in caso di tassi usurari a chiedere il rimborso alla propria banca o alla società emittente e a presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario presso la Banca d’Italia.

Il Codacons, invece, studia una class action a tutela di tutti gli utenti italiani vittime dei tassi usurari applicati sulle carte revolving. "Da anni denunciamo la poca trasparenza che regna in questo settore, dove i consumatori giocano la parte delle prede da sbranare – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi – Ora la decisione della Banca d’Italia apre la strada non solo alle richieste individuali di rimborso da parte di chi ha pagato tassi usurari, ma anche ad azioni collettive volte ad ottenere il risarcimento dei danni subiti’.
"Gli interessi a debito delle carte di credito rappresentano un terreno torbido che non ci ha mai convinto – prosegue Rienzi – per questo chiediamo all’Antitrust di avviare una indagine sul settore, verificando le condizioni applicate e sanzionando chi non garantisce adeguata trasparenza e applica tassi illegali’.

Federconsumatori, si appella al Governo perché si riaprano i lavori della cosiddetta Commissione Pinza, che in passato, grazie al prezioso apporto di Associazioni dei Consumatori, Associazioni imprenditoriali ed i Ministeri competenti, ha intrapreso un importante percorso teso a promuovere la correttezza, la trasparenza e la legalità all’interno di un settore che ne ha realmente bisogno, quello del credito al consumo.

Infine, il coordinatore regionale del Movimento Difesa del Cittadino della Puglia, Luigi Mariano, ha annunciato che si costituirà parte civile presso la Procura di Trani.

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