BANCHE. Cncu chiede iniziativa per contenere commissioni

Nella sua ultima riunione, lo scorso 5 maggio, il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (Cncu) ha deciso all’unanimità di sollecitare un’iniziativa di modifica e miglioramento delle disposizioni in materia di contenimento delle commissioni bancarie. A seguito di ciò il presidente, Stefano Saglia, in una lettera indirizzata al ministero dell’Economia, Giulio Tremonti, ha sollevato a quest’ultimo l’opportunità di valutare "congiuntamente eventuali iniziative da intraprendere".

A parere dei consiglieri dei Cncu, i punti sui quali occorre intervenire sono: il divieto di applicabilità contemporanea della Commissione di Massimo Scoperto (CMS) e del servizio di messa a disposizione delle somme; l’applicazione della CMS solo se il consumatore ha sottoscritto un contratto in cui è stata richiesta un’apertura di credito; il divieto per le banche di comunicare al correntista nuove condizioni contrattuali senza una sottoscrizione espressa del consumatore.

"In generale la struttura delle commissioni bancarie nel suo complesso va rivista e resa maggiormente trasparente se non più economica" ha commentato Fabio Picciolini, Adiconsum. "In particolare, la CMS è la commissione che necessita di una modifica: in taluni casi diventa vessaotoria". Picciolini si riferisce al caso in cui si è costretti a prelevare una somma dal proprio conto corrente il giono prima di avere la disponibilità della stessa: "in questo caso – spiega Picciolini – si arriva a pagare 5 euro al giorno di commissione. Ci sembra davvero troppo considerando il periodo di crisi generale". Picciolini auspica che venga adottato un provvedimento che "affronti il problema e ponga dei limiti ai costi delle commissioni, così come chiesto anche dalla Banca d’Italia".

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