BANCHE. Confconsumatori Brindisi: “Stop alle card Fiditalia”

Il blocco dell’emissione di carte revolving American Express Service Europe disposto dalla Banca d’Italia dopo le indagini della Procura di Trani per violazione delle norme su usura e trasparenza contrattuale "è solo l’inizio della resa dei conti tra consumatori e società operanti nel settore delle carte revolving". È quanto commenta il coordinamento "Confconsumatori Federazione Provinciale di Brindisi – Dalla Parte del Consumatore Associazione Nazionale", denunciando che l’American Express non è l’unica ad attuare comportamenti "poco corretti".

E infatti, riferisce l’associazione, è arrivato anche lo stop alle carte revolving della Fiditalia. "Lo ha stabilito la Banca d’Italia con un provvedimento con il quale ha bloccato la carta revolving denominata Eureka emesse da detta società, l’erogazione di alcune tipologie di prestiti personali, nonché la distribuzione di prodotti creditizi attraverso la piattaforma telefonica. Ancora, – annuncia l’associazione – tra le proibizioni comminate dalla Banca d’Italia alla Fiditalia vi è quella di abbinare prodotti assicurativi a finanziamenti di importi pari o inferiori ad € 2.000,00 e di durata pari o inferiore a 18 mesi, con conseguente ed inevitabile aumento dei costi gravanti sul consumatore".

"Lo avevamo preannunziato che le vicende legate alla carte revolving della American Express e della Diners sarebbero state solo l’inizio – afferma Emilio Graziuso, responsabile di Confconsumatori Brindisi – Finalmente si è rotto il vaso di Pandora delle carte di credito revolving e sono emersi tutti i vizi che come associazioni dei consumatori denunziavamo ormai da anni, con particolare riferimento all’esosità dei tassi di interesse applicati ed alla violazione delle norme sulla trasparenza".

"Nel corso dell’ultimo anno, sono decisamente aumentate le segnalazioni pervenuteci in merito all’invio, senza richiesta alcuna, da parte di società finanziarie di carte revolving ad ignari consumatori che non avevano mai fatto alcuna richiesta in tal senso – prosegue Graziuso – In questi casi abbiamo, sempre, consigliato di fotocopiare la carta ricevuta, rimandarla al mittente dopo averla resa inutilizzabile e diffidare la società emittente a non addebitare alcuna somma, a qualsiasi titolo, per la revolving. Inoltre, abbiamo consigliato ai consumatori di informare dell’accaduto anche l’Antitrust, la quale lo scorso anno ha sanzionato, primarie società finanziarie per pratiche commerciali scorrette nel settore delle carte revolving". Anche chi ha usato le revolving, precisa l’associazione, può comunque far valere i propri diritti se sono stati applicati tassi superiori alla soglia d’usura. Infatti dalle inchieste emerge che i tassi esaminati, in caso di ritardo dei pagamenti, sono arrivati fino al 54,21%, oltre il doppio dei limiti del 25,68% consentiti dalla Banca d’Italia per il credito finalizzato all’acquisto rateale per tali tipologie di prestiti.

L’associazione consiglia ai consumatori di verificare i tassi di interesse applicati, e in caso di pagamenti illegittimi, di inviare una diffida alla società che ha emesso la carta revolving. "Oltre alle richieste individuali, stiamo valutando – afferma l’avv. Graziuso – gli estremi per promuovere una class action nei confronti di tutte le società che in materia di carte revolving hanno adottato pratiche commerciali scorrette sia dal punto di vista della trasparenza contrattuale sia sotto il profilo della violazione della normativa antiusura".

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