BANCHE. Confconsumatori: Italease, risarcimento di 50 mila euro

A Parma Confconsumatori ha ottenuto il primo risarcimento per un acquirente di titoli Italease: il contratto sottoscritto nel 1992 non era stato aggiornato sulla base della nuova normativa. Il risarcimento disposto dal Tribunale, pari a oltre 50 mila euro, andrà agli eredi dell’acquirente, nel frattempo deceduto. È quanto annuncia Confconsumatori sottolineando che si otterrà l’integrale restituzione del capitale investito.

A decidere è stato il Tribunale di Parma che con sentenza n. 358/11 ha dichiarato la nullità degli ordini di acquisto, alle date dell’11 luglio 2005 e del 23 novembre 2005, di obbligazioni Italease e ha condannato la banca venditrice alla restituzione in favore dell’acquirente di 51.129,90 €, somma maggiorata degli interessi legali nel frattempo maturati. La decisione scaturisce dal fatto che l’investitore aveva sottoscritto il contratto generale d’investimento nel 1992 e lo stesso non era stato rinnovato in conformità alla nuova normativa introdotta con il TUF (d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58).

Scrive il Tribunale: "La distanza tra il vecchio modello di contratto di intermediazione finanziaria, utilizzato nel 1992 dalle odierne parti processuali e quello recepito dalla normativa del 1998 è segnata essenzialmente da cinque punti: operazioni non adeguate, best execution, operazioni in contropartita[…], possibilità di ordini telefonici, acquisizione di informazioni sull’esperienza del cliente e propensione soggettiva al rischio. Ora nel caso in esame, deve ritenersi che il contratto quadro, concluso nel lontano 1992, in mancanza di adeguamento, quanto ai requisiti di forma-contenuto, alla normativa regolamentare medio tempore intervenuta a disciplinare la materia, aveva perduto efficacia nel momento in cui, nel luglio e nel novembre 2005, sono stati impartiti gli ordini […]".

Per il legale dell’associazione Giovanni Franchi, si tratta di una sentenza "importantissima" che si pone in linea con altri "precedenti importanti perché dimostrano che l’esistenza di un vecchio contratto generale d’investimento non basta se gli acquisti furono effettuati dopo l’entrata in vigore del Tuf, senza che quel contratto – se ciò era necessario, perché non in regola con le recenti disposizioni – fosse stato adeguato in conformità alla nuova normativa".

Comments are closed.