BANCHE. Confconsumatori: Parmalat, Tribunale Parma riconosce risarcimento per coppia risparmiatori

L’affidabilità dei titoli del gruppo Parmalat era già sospetta, e destinatari delle operazioni proposte non erano investitori propensi al rischio ma pensionati, dunque risparmiatori, due fattori importanti per la nuova sentenza emessa dal Tribunale di Parma che ha riconosciuto il risarcimento del danno derivato dall’acquisto di obbligazioni Parmalat a una coppia di risparmiatori che avevano investito più della metà del capitale disponibile, tra l’aprile e l’ottobre 2003. E’ quanto rende noto Confconsumatori, che ha tutelato la coppia. Afferma il legale dell’associazione Giovanni Franchi: "La giurisprudenza è sempre più univoca nel condannare le banche venditrici di obbligazioni Parmalat per gli acquisti effettuati nel 2003, quando il gruppo era ormai prossimo al default, specie nei casi in cui l’istituto non riesca a dimostrare la propria diligenza e correttezza, e di avere fornito informazioni complete al cliente".

Il Tribunale ha dunque condannato la banca a restituire la differenza tra i capitale investito e l’attuale valore delle obbligazioni acquistate, oltre agli interessi legali, perché l’istituto di credito aveva omesso di informare correttamente i propri clienti sulla natura e sui rischi dell’investimento, come invece obbligata ex art. 28 del Regolamento Consob. L’affidabilità dei titoli Parmalat era infatti già sospetta e non poteva essere ignota all’istituto di credito, il quale a sua volta non avrebbe dovuto proporre operazioni non adeguate a pensionati, propensi al risparmio e privi di conoscenze specifiche in materia finanziaria.

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