BANCHE. Consumatori favorevoli alla dottrina Obama: tassare del 20% utili delle banche

Negli ultimi 8 anni (2002-2009) le banche italiane hanno conseguito utili netti pari a 121,214 miliardi di euro; solo nel 2007 il guadagno è stato di oltre 23,5 miliardi, mentre nell’anno appena concluso gli utili conseguiti sono stati di circa 10 miliardi di euro. "Mentre il Paese andava a rotoli e le famiglie con il pretesto dell’euro introdotto nel 2002, subivano la più odiosa delle speculazioni con un tributo straordinario pari a 9.178 euro pro-capite nel più grande trasferimento di ricchezza, i banchieri hanno festeggiato fior di utili, in un sistema protetto da Bankitalia al riparo da corrette regole di concorrenza e trasparenza".

E’ stato questo il duro commento di Federconsumatori e Adusbef che invitano il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi "a non fare orecchie da mercante ignorando le richieste che provengono da tutto il mondo per far pagare anche ai banchieri, principali artefici della crisi, i costi relativi tramite una tassa straordinaria sulle banche".

Le Associazioni dei consumatori fanno riferimento alla proposta del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama di recuperare tramite una tassa sulle banche, i costi parziali della crisi. "Se in America il costo del Tarp (il gigantesco fondo messo in piedi a Washington per salvare i colossi bancari attraverso ricapitalizzazioni straordinarie) è stato valutato in 120 miliardi di dollari, che dovrà essere recuperato con l’intervento tributario sui big del settore bancario con almeno 50 miliardi di asset finanziari, anche in Italia – suggeriscono Federconsumatori e Adusbef – i costi diretti ed indiretti sulla crisi prodotta dall’avidità dei banchieri con fallimenti a catena di aziende e perdite di posti di lavoro, devono essere messi a carico delle banche con una tassazione straordinaria forfetaria del 20% degli utili netti delle banche".

I Consumatori, dunque, chiedono a Bruxelles e al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti di accogliere le pressioni di Washington per la migliore ed attenta valutazione di una cedolare secca finalizzata alla costituzione di un fondo straordinario per gli ammortizzatori sociali. "Se è pacifico che siano state le banche ad aver causato la gravissima crisi finanziaria che ha distrutto milioni di posti di lavoro – scrivono le Associazioni in una nota – l’Europa e soprattutto l’Italia, devono fare tesoro della proposte americane per istituire la Financial crisis responsibility fee, ossia la tassa sulle responsabilità della crisi finanziaria commisurata ad almeno il 20% degli utili netti conseguiti dalle 10 principali banche nel 2009, con un prelievo straordinario di circa 2 miliardi di euro, finalizzati alla costituzione di un fondo straordinario per gli ammortizzatori sociali".

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