BANCHE. Conti correnti, Adusbef: “Costi alti causati da protezionismo della politica italiana”

Il caro conti correnti bancari in Italia è conseguenza dell’ombrello protettivo eretto dalla politica. Lo sostiene Adusbef, in risposta alle affermazioni del ministro dell’Interno Giuliano Amato circa le indagini in materia condotte dall’Antitrust. Il ministro, secondo l’associazione, ha ridimensionato il problema, smentendo i risultati del Garante italiano ed europeo, dell’Ocse e della Banca Mondiale, sui costi dei c/c bancari più cari del mondo.

"Come mai – afferma l’Adusbef – l’ex presidente dell’Antitrust, profondo conoscitore delle regole della concorrenza,già ferreo censore dei comportamenti collusivi delle banche e "scopritore" della "foresta pietrificata", paladino dei diritti dei consumatori e dei cittadini, effettua una pericolosa conversione sulla "Via di Damasco", minimizzando gli effetti delle più recenti indagini sui servizi bancari affatto di parte, per assolvere e minimizzare le condotte scorrette del sistema bancario italiano, che continua a vessare gli utenti con pratiche arbitrarie, come ad es. la Commissione di Massimo Scoperto,dichiarata illegittima dalla Cassazione e dalla normativa europea, che il Governo stesso si è impegnato ad abrogare?"

"Adusbef – prosegue l’associazione – non può raccogliere l’appello del ministro Amato a smetterla ed a minimizzare una questione che riguarda la vita economica dei cittadini, spinte a svenarsi per pagare gli alti costi dei servizi bancari con condotte spesso usurarie, come quella di ricaricare le commissioni per trasferire i titoli dematerializzati nel sistema Montetitoli da 0,60 centesimi di euro fino ad 80 euro per singolo titolo,e delle stesse imprese,costrette dall’arbitrio delle banche a corrispondere interessi anatocistici vietati dal Codice Civile ma pretese per oltre mezzo secolo da "patti leonini" e rinvio ad usi, coperti spesso da un ceto politico, che pur avrebbe avuto il dovere di terzietà".

"Adusbef – conclude la nota – è spiacente di non poter aderire al "buonismo" del ministro Amato, per continuare a denunciare le malefatte delle banche e la sua commistione, spesso incestuosa, con vasti settori dell’economia e della politica".

 

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