BANCHE. Contratto “4You”, Confconsumatori ottiene risarcimento

Il Tribunale di Parma ha dato ragione a una risparmiatrice che aveva sottoscritto un contratto di finanziamento "4You", condannando la Banca al risarcimento dei danni nell’importo di quanto pagato dall’investitrice, nonché al pagamento di interessi e spese legali. Lo si apprende da una nota di Confconsumatori che afferma: "Emerge sempre più insistentemente e chiaramente, nell’orientamento della giurisprudenza che i contratti "4You" e "MyWay", a suo tempo "inventati" dalla Banca 121 e poi utilizzati dalle banche del gruppo Monte Paschi Siena, non presentassero quei caratteri di corretta informazione che la normativa in materia pone a carico degli istituti finanziari".

"Al consumatore – dichiaral’avv. Giovanni Franchi, coordinatore della Consulta legale di Confconsumatori -veniva soprattutto nascosta la circostanza che dietro tali prodotti – ritenuti dal cliente forme di investimento tranquille e rateali – si celava un mutuo con interessi altissimi. È un bene che la giurisprudenza renda sempre più chiaro il proprio indirizzo, che comporta la possibilità per tutti coloro che hanno stipulato questo genere di contratti di riavere il denaro inutilmente versato. E ciò senza paura della prescrizione, perché il termine è decennale, trattandosi di responsabilità contrattuale".

Il Tribunale ha ritenuto, infatti, che la Banca abbia violato l’obbligo informativo previsto dagli art. 28 e 29 del Regolamento Consob, secondo cui gli operatori finanziari devono chiedere preventivamente notizie all’investitore circa la sua esperienza in materia di investimenti finanziari, la sua situazione economica, la sua propensione al rischio, fornendo al proprio cliente, in base a queste informazioni, i necessari chiarimenti e avvertimenti sulla vera natura, i rischi ed implicazioni del contratto di investimento da sottoscrivere. Nel caso in esame, nulla di tutto ciò era stato effettuato.

 

 

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