BANCHE. Crac Parmalat, Tanzi dovrà risarcire i risparmiatori

Dopo oltre cinque ore di Camera di Consiglio i giudici della seconda Corte d’Appello di Milano hanno confermato nel tardo pomeriggio di ieri la condanna a 10 anni di reclusione a Calisto Tanzi, l’ex patron di Parmalat. Ma la conseguenza finanziaria più importante della sentenza di condanna all’ex patron di Parmalat emessa ieri, è rappresentata dal fatto che i giudici hanno condannato inoltre Tanzi e i manager dell’azienda di Collecchio a risarcire i risparmiatori coinvolti nel crack finanziario con 100 mln di euro.

L’imprenditore di Collecchio è stato quindi giudicato colpevole per i reati di aggiotaggio e ostacolo agli organismi di vigilanza per i quali l’accusa aveva chiesto una condanna a 11 anni e un mese.

La Corte d’Appello di Milano ha parzialmente modificato la sentenza di primo grado emessa dal Tribunale di Milano in data 18 dicembre 2008. Il collegio, presieduto da Clotilde Calia, ha infatti riformato in parte la sentenza di primo grado: oltre alla conferma dei 10 anni di carcere per Tanzi, i giudici hanno ritenuto colpevoli due imputati precedentemente assolti dal Tribunale e condannato così Giovanni Bonici a due anni e sei mesi di reclusione e Luciano Silingardi a tre anni, rispettivamente ex presidente di Parmalat Venezuela e consigliere indipendente del gruppo. Assolti, invece, come in primo grado, i tre funzionari di Bank of America (BofA), Luca Sala, Antonio Luzi e Luis Moncada, e i consiglieri indipendenti Enrico Barachini e Paolo Sciumè.

"Dopo oltre quattro anni di processi in Italia e negli Stati Uniti – ha commentato BofA – è emerso chiaramente che nessuno dei nostri dipendenti era a conoscenza della frode di Parmalat".

Gli oltre 32 mila risparmiatori, riuniti in un comitato di obbligazionisti e rappresentati dall’avvocato Carlo Federico Grosso, avevano chiesto un risarcimento a titolo di provvisionale in misura del 40% del danno (di oltre 350 milioni di euro), cioè circa 140 milioni di euro. I giudici di secondo grado, a differenza di quello che era successo in primo grado, hanno condannato Tanzi, in solido con gli altri due condannati, Bonici e Silingardi, al pagamento di una provvisionale nella misura del 30%, dunque circa 100 milioni di euro. In primo grado, invece, i risparmiatori avevano ottenuto soltanto una condanna al risarcimento del danno a carico di Tanzi, ma da stabilirsi in un giudizio civile. Tanzi, inoltre, è stato condannato, sempre assieme a Bonici e Silingardi, al risarcimento provvisionale nei confronti anche di altre parti civili, oltre 600 risparmiatori.

Tanzi ha espresso "amarezza e disappunto" parlando al telefono con i suoi difensori, gli avvocati Giampiero Biancolella e Fabio Belloni. I due legali, che difendono l’ex patron di Parmalat insieme al professor Filippo Sgubbi, hanno spiegato che il loro assistito è rimasto sconcertato "sia per la omissione della riduzione della pena sia per la concessione della provvisionale, non perchè non senta l’obbligo di risarcire tutti coloro che sono stati danneggiati – hanno proseguito gli avvocati – ma perchè è stato impedito di svolgere alcun tipo di attività difensiva e in particolare di accertare quali fossero state le ragioni che avessero indotto i risparmiatori a comprare titoli Parmalat ed eventualmente da chi fossero stati convinti ad acquistarli". L’avvocato Biancolella ha infine aggiunto che Tanzi "ha lo stesso nostro umore, cioè nero. Prendiamo atto della conferma della condanna, certamente il frazionamento in più processi (tra Milano e Parma, ndr), ha impedito la ricostruzione della verità. Ovviamente, ricorreremo in Cassazione", ha anticipato l’avvocato Biancolella.

Sul fatto che Tanzi sia stato condannato anche a risarcire a titolo di provvisionale i risparmiatori, per oltre 100 milioni di euro, l’avvocato ha commentato: "Ciò si inserisce nel filone dei sequestri di beni che Tanzi ha già subito ed è certamente un aspetto censurabile della sentenza".

E’ soddisfatta infine Rita Cipriano, l’emblema di quello che era stato battezzato il ‘popolo dei bond-holder’, quelle migliaia di risparmiatori ‘truffati’, che avevano anche sporto denuncia in Procura (dovrebbe essere chiesta l’archiviazione dell’inchiesta): lei, che ha seguito passo dopo passo tutte le udienze del processo sul crack del dicembre 2003, ha ottenuto finalmente il riconoscimento dei propri diritti: "Sono contentissima, perchè finalmente hanno condannato Tanzi a risarcirci – ha spiegato ai giornalisti – Anche se, come ha precisato l’avvocato Grosso, sarà difficile prendere in pratica quei soldi, la sentenza di oggi a favore dei risparmiatori stabilisce quantomeno un principio importante".

Infine, va ricordato che i risparmiatori si sono visti riconoscere, nel corso dei processi di primo e secondo grado, circa 90-95 milioni di euro concludendo accordi di transazione con BofA.

di Flora Cappelluti

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