BANCHE. Cultura finanziaria in aumento ma ancora insufficiente. Studio PattiChiari

La cultura finanziaria degli italiani sta migliorando ma è ancora su livelli insufficienti: questo il principale risultato emerso dallo studio commissionato dal Consorzio PattiChiari effettuato a marzo scorso su un campione di 2.000 famiglie e 4.200 individui. L’indagine, che rappresenta la nuova edizione di un analogo studio effettuato nel 2008, assegna un valore di 4,3 all’indice ICF PattiChiari (Indice di Cultura Finanziaria), l’indicatore sintetico che è stato elaborato da The European House – Ambrosetti, sotto la supervisione del Professor Paolo Savona e del Professor Paolo Legrenzi e valuta la preparazione in ambito finanziario in una scala da 0 a 10.

L’Indice è stato costruito attraverso tre dimensioni di base: istruzione e preparazione finanziaria, livello di informazione finanziaria e scelte comportamentali. L’analisi dell’ICF mostra come il valore raggiunto (4,3%) sia insufficiente, sebbene in positivo aumento (+23%) rispetto alla rilevazione del 2008, che si attestava al 3,5.

Esso mostra, inoltre, come la cultura finanziaria cresca con l’età: gli individui over 35 anni hanno una cultura finanziaria superiore del 50% rispetto a quelli under 35 anni. L’indice ICF PattiChiari 2010 mostra valori analoghi sia per la fascia di età i 35 – 54 che per quella over 54. Tuttavia, quest’ultimi (over 54) risultano più preparati e si informano di più, rispetto ai primi (da 35 a 54 anni) che, invece, sembrano mettere in atto migliori scelte comportamentali dal punto di vista finanziario. Tale dato desta alcune preoccupazioni poiché le scelte che condizionano la vita futura sono effettuate, in genere, prima dei 35 anni. Questi risultati mostrano come i giovani, che rappresenteranno l’Italia di domani, siano impreparati su temi finanziari, mentre gli individui più anziani vantano maggiori competenze e capacità finanziarie. Per quanto concerne le scelte comportamentali, la carenza di educazione finanziaria porta oltre un italiano su due – il 53% – a non pensare al proprio futuro dal punto di vista economico contro il 25% che sta già progettando come affrontarlo ed il 22% che ci pensa ma non si è ancora attivato in questo senso. Rispetto al 2008 aumenta comunque di 7 punti (da 18% a 25%) la percentuale di chi ci pensa e lo progetta in modo attivo.

Fra le possibili proposte d’intervento sono state citate: potenziare l’Osservatorio sul livello di cultura finanziaria degli italiani, magari con il coinvolgimento delle regioni; accrescere l’impegno dell’industria bancaria nello sviluppo di riflessioni e strumenti per un maggior livello di chiarezza e semplificazione dell’informazione alla clientela; attivare programmi di educazione finanziaria con obiettivi a lungo periodo con il coinvolgimento del sistema scolastico centrale per la categoria giovani.

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