BANCHE. Dal dl anticrisi salta la stretta. Protesta Adiconsum

Dal maxiemendamento sul decreto anticrisi è saltata la stretta sulle banche e i consumatori non ci stanno. Nel testo portato in Aula sono scomparse la riduzione da tre giorni lavoratori a tre di calendario della data valuta e data disponibilità di assegni e bonifici, la previsione di una commissione di massimo scoperto massima dello 0,50% trimestrale anche su eventuali sconfinamenti dal credito accordato e la possibilità di aumentare al massimo del 5% i tassi di interesse originariamente concordati tra banca e cliente. "È bastato che il sistema bancario alzasse solo un po’ la voce e minacciasse una potenziale riduzione del credito, che il Governo facesse marcia indietro su tutte le misure previste per ridurre i costi a carico della clientela bancaria": questa la denuncia di Adiconsum, che chiede il reinserimento delle norme non previste dal maxiemendamento nel passaggio al Senato. L’associazione ha inoltre avviato un Osservatorio per verificare le condizioni applicate dalle banche sulla commissione di massimo scoperto e sulle altre commissioni che ne aggirano le limitazioni.

Per l’associazione si tratta di una "palese ingiustizia": la commissione di massimo scoperto può così arrivare al 2,02% annuo e si consente ancora la pratica di sconfinare rispetto al fido accordato. "Ulteriore ingiustizia – denuncia l’associazione – è mantenere i tempi di 4-5 giorni per l’accredito di bonifici che invece, secondo l’Europa, può essere effettuato anche in un giorno. Ultima ingiustizia, almeno per il momento, anche se temiamo ulteriori peggioramenti, quella di consentire alle banche di seguitare a modificare le condizioni contrattuali a proprio piacimento".

Comments are closed.