BANCHE. Derivati, si riaccende la polemica sulla trasparenza. Consumatori indignati

Dopo la notizia delle due indagini avviate dalla Commissione Europea sul mercato dei Credit Default swaps (Cds), in Italia si è riacceso il dibattito sui derivati e sui rischi ad essi legati. Il Presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, ha ribadito che le autorità di controllo devono fare maggiori approfondimenti soprattutto sull’opacità e sulla qualità che stanno sotto questo tipo di contratti. Rispetto ai Cds Catricalà ha detto che la loro natura è stata modificata: "sono nati come coperture assicurative sui rischi, vengono ora venduti come prodotti autonomi che possono diventare volano della speculazione". Il Presidente dell’Antitrust ha ricordato, però, che la sua Autorità può fare poco poiché il Consiglio di Stato ha sancito che le competenze in materia di trasparenza finanziaria e di applicazione della direttiva Mifid sono prerogativa della Consob.

Secondo Federconsumatori e Adusbef il mercato dei derivati sta continuando a gonfiare i debiti degli enti locali e delle piccole imprese taglieggiate dagli istituti di credito, con un negativo di oltre 52 miliardi di euro al 31 dicembre 2010. Le Associazioni ricordano la pronuncia 5118/2011 della VI sezione civile del Tribunale di Milano che ha annullato 3 collar swap stipulati il 10 gennaio 2006 fra UniCredit e il Comune di Ortona (CH), a cui è stato riconosciuto un risarcimento da quasi 345mila euro.

E poi ci sono i lauti profitti consentiti da altri derivati Over the counter (Otc, scambiati cioè fuori da mercati regolamentati) di "copertura" contro il rialzo dei tassi di interesse venduti a enti territoriali, imprese, società finanziarie e piccoli istituti di credito nostrani. Al 31 dicembre scorso le perdite potenziali sui derivati Otc del "sistema Italia" nei confronti degli istituti di credito (italiani e quelli esteri con filiali nel nostro paese) sono di 52,2 miliardi di euro.

Federconsumatori e Adusbef denunciano anche il fatto "che la nuova bozza di regolamento del ministero dell’Economia previsto dall’art.62 della legge 112/2008, invece di rendere chiari i rischi per gli enti locali ed i sottoscrittori che vogliono intentare vere e proprie scommesse sull’azzardo morale, li rende ancora più oscuri e meno trasparenti". Adusbef e Federconsumatori sono indignate dalle posizioni della Consob e del Ministro dell’Economia e si riservano di impugnare al Tar una bozza di regolamento fraudolento, della trasparenza contrattuale e di una legalità violata e calpestata con il concorso dei distratti controllori, quali Consob e Bankitalia.

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