BANCHE. Dl sviluppo, Consumatori lanciano allarme usura

Non si è placata la critica delle Associazioni dei consumatori nei confronti delle misure sui mutui a tasso variabile contenute nel decreto sviluppo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 maggio. Dopo un incontro di lavoro con l’ABI, in cui c’è stato un confronto sul dl sviluppo, le 16 Associazioni iscritte al CNCU concordano nel giudicare tali misure "assolutamente insufficienti e addirittura ingannevoli"; per la revisione del tasso di usura, invece, le Associazioni lanciano un allarme per la possibile recrudescenza del grave fenomeno.

"Rinegoziare i mutui per le famiglie meno abbienti è certamente utile, ma quanto previsto dal Governo rischia di creare una battaglia tra poveri – si legge in una nota congiunta – Le tre condizioni (Reddito ISEE di 30.000 euro per nucleo familiare, 150.000 euro di mutuo, non essere in ritardo con le rate) limiteranno la possibilità di rinegoziazione a un numero molto limitato di famiglie, che peraltro ancora non sanno eventuali costi aggiuntivi, oltre all’aumento certo del passaggio dal tasso variabile al tasso fisso, che oggi si differenziano di almeno 2-2,5 punti. Paradossalmente, quindi, un provvedimento che vorrebbe aiutare le famiglie che temono di trovarsi nei prossimi mesi di fronte a rate insostenibili per l’aumento dei tassi, da subito determinerà esborsi più alti per centinaia di euro, fino a un 30-40% in più!"

Le Associazioni, invece, chiedono il rifinanziamento del Piano Famiglia per la sospensione delle rate e del Piano Giovani Coppie, annunciato ben 2 anni fa dal Ministro Giorgia Meloni e rimasto lettera morta.

"Per quanto riguarda il tasso di usura, il provvedimento spot del Governo non risponde certo all’esigenza avvertita da tutti, famiglie e imprese, di una revisione complessiva, che parta dall’approvazione della legge per combattere il sovraindebitamento ferma in Parlamento da 10 anni, con il rifinanziamento del Fondo per la sospensione delle rate e la sua estensione anche alle rate del credito al consumo, forme dedicate di accesso al credito per le famiglie meno abbienti, inasprimento delle pene per gli usurai, finanziamento certo e continuativo del Fondo di prevenzione usura e revisione complessiva della legge 108/96".

Partendo da questa valutazioni negative dell’operato del Governo, le Associazioni dei Consumatori propongono all’ABI un tavolo diretto che vada oltre le proposte del Governo, con un accordo che risponda davvero alle esigenze della grande platea delle famiglie italiane sempre più in difficoltà nel mantenere gli impegni assunti per l’acquisto della prima casa.

 

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