BANCHE. Dl sviluppo sui mutui, è polemica

Ieri il Governo ha approvato il decreto sviluppo che contiene una decina di provvedimenti per il rilancio dell’economia. In un primo momento hanno fatto discutere le misure introdotte a favore degli stabilimenti balneari, cui è stato concesso un diritto di superficie novantennale sulle coste italiane. Oggi, invece, si solleva un’altra polemica e riguarda le norme inserite nel dl sviluppo che facilitano la rinegoziazione dei mutui a tasso variabile verso il tasso fisso.

Secondo l’ABI la misura è positiva, visto che già da tempo le banche avevano segnalato la loro preoccupazione per il ricorso al tasso fisso, in vista di possibili cambiamenti dello scenario dei tassi. Il provvedimento del Governo "chiarisce che la disciplina sulla portabilità si applica ai finanziamenti erogati esclusivamente ai consumatori, ristabilendo così il corretto ambito di applicazione soggettivo delle disposizioni in tema di portabilità e dando quindi certezza al mercato sul quadro normativo di riferimento".

E l’ABI introduce un altro punto: quello della soglia dei tassi d’usura. "Per allineare la normativa italiana a quella europea – spiega – il Governo ha eliminato alcune distorsioni che inficiavano il metodo di calcolo del tasso soglia ai fini della lotta all’usura. Tali distorsioni, in una fase di tassi bassi e in rapida ascesa, determinavano tassi soglia tali da escludere dall’erogazione del credito una parte della clientela, paradossalmente esposta così proprio al rischio di usura".

L’Associazione Bancaria Italiana ricorda che "in Europa, solo in Italia e in Francia la legge che fissa il tasso di usura ha rilevanza a fini penali. Peraltro, in Francia, con due interventi del 2003 e del 2005, la legge sull’usura è stata modificata restringendone l’applicazione ai soli soggetti consumatori. In altri Paesi sono presenti dei limiti (soglie) ai tassi applicabili ai finanziamenti, ma questi sono sensibilmente meno stringenti rispetto al caso italiano". "Nel corso dei 14 anni di attuazione della normativa italiana si è rilevata da più parti una bassa efficacia della stessa a contrastare il crimine finanziario e, a volte, la produzione di effetti restrittivi del credito legale, provocando distorsioni sulla clientela, preclusa agli intermediari legali a vantaggio della criminalità usuraria". Inoltre, la parziale inefficacia della legge e la conseguente penalizzazione della clientela si è accentuata date le attuali condizioni dei mercati finanziari e dell’economia, più in generale. In particolare, la modalità di calcolo del tasso soglia si è mostrata non efficiente specie in una situazione come l’attuale di tassi molto bassi.

C’è poi un altro intervento che piace all’ABI: quello sulla revisione dell’applicazione delle modalità di modifica delle condizioni contrattuali. "La modifica introdotta consente l’allineamento della disciplina con quella dettata recentemente per i sistemi di pagamento e che recepisce le regole emanate a livello europeo, in particolare, prevedendo che solo nei rapporti con i consumatori sia necessario il ricorso di un giustificato motivo ai fini dell’esercizio del diritto di modifica unilaterale del contratto e, quindi, che le parti possano diversamente accordarsi se il cliente non è un consumatore o una micro impresa. Queste modifiche normative incideranno positivamente in termini di trasparenza nei rapporti tra banca e imprese".

Tornando alla rinegoziazione dei mutui, passare dal tasso variabile al fisso, oggi, conviene davvero? Secondo Antonio Lirosi, responsabile consumatori del Pd, oggi sono ancora convenienti i mutui a tasso variabile e la loro trasformazione a tasso fisso, secondo i criteri del decreto sviluppo, comporterà "un sicuro innalzamento del tasso per tutta la durata rimanente del finanziamento". Lirosi accusa il Governo di tacere la verità a tutte quelle famiglie a basso reddito che confidano nella possibilità di vedersi alleggerita la tassa del mutuo con lo switch da variabile a fisso.

"Allora – chiede Lirosi – a cosa serve questa operazione meramente propagandistica se in questi frangenti i cittadini meno abbienti ai quali si rivolge il decreto dovrebbero sostenere maggiori oneri? E’ forse serio fare questi interventi sulla spinta del timore dei prossimi rialzi dei tassi di riferimento? Non si poteva aspettare?". Lirosi mette in guardia su "un altro bluff, rispetto all’effetto-annuncio: la misura sarà utilizzabile da un numero limitato di famiglie in base alla rigida griglia del reddito familiare, dell’importo del mutuo e della regolarità nei pagamenti delle rate. Insomma – continua Lirosi – una rinegoziazione di Stato che non crea problemi agli istituti di credito, anzi li mette al sicuro rispetto alla portabilità dei mutui". Per Lirosi è la seconda volta che il ministro Tremonti mette in campo misure di scarsa efficacia per i mutuatari. Misure analoghe, nel 2008, si rivelarono inefficaci perché il tasso stabilito dalla legge è poi risultato superiore ai tassi di mercato che da quel momento iniziarono una repentina discesa. "La recidività del ministro – conclude il responsabile consumatori del Pd – dovrebbe incutere maggiormente il dubbio".

Secondo Lorenzo Miozzi, Presidente del Movimento Consumatori, "la rinegoziazione dei mutui per le famiglie meno abbienti prevista dal decreto Sviluppo porterà ad un incremento dell’importo delle rate, comportando seri problemi in termini di sostenibilità per le famiglie stesse". "La trasformazione a tasso fisso, secondo i non certo facili criteri indicati nel decreto, avrà come effetti un sicuro innalzamento del tasso di finanziamento, mentre ad oggi i mutui a tassi variabili sono ancora convenienti per i consumatori. Una mossa che, quindi, non comporta benefici e che non può essere giustificata dal timore di prossimi rialzi dei tassi di riferimento. C’è da dire, inoltre, che la misura sarà utilizzabile da un numero limitato di famiglie e che, quindi, rappresenta senza dubbio una norma insufficiente e di scarsa utilità".

E c’è un altro attacco al Governo e riguarda proprio la lotta all’usura. Secondo Federconsumatori e Adusbef nel decreto sviluppo è stata inserita la "porcata" di "legalizzare l’usura bancaria". Le Associazioni si chiedono se il ministro dell’Economia Giulio Tremonti pensa che "ci potrà essere sviluppo offrendo agli strozzini legalizzati la licenza di usurare ulteriormente famiglie e Pmi". "L’ennesimo salvacondotto offerto dal Governo alle scorrerie finanziare ed alle quotidiane malefatte dei banchieri farà aumentare la rabbia e l’indignazione del paese reale e di milioni di cittadini ed utenti strozzati dalle banche – sottolineano i presidenti delle 2 Associazioni, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, definendo questa come – una delle più gravi vergogne delle tante di un Governo cameriere dei banchieri", Adusbef e Federconsumatori lanciano quindi un appello alle associazioni di volontariato, ai gruppi politici sensibili ai diritti dei cittadini e delle famiglie, ai settori più sensibili della Chiesa, di "mobilitarsi per cercare di contrastare in sede di conversione lo scempio dei diritti", inviando una mail o telefonando al ministero dell’Economia.

Giungono critiche anche da Adiconsum che spiega: "La modifica della rilevazione dei tassi di soglia rischia di aumentare i costi a carico delle famiglie fino al 30-40%. Con il nuovo dl sviluppo, infatti, un mutuo che oggi ha un tasso del 3-4% potrebbe essere offerto dalle banche anche al 6-7%. La stessa formula del tetto massimo del tasso di usura che potrebbe sembrare un vantaggio per le famiglie potrebbe rivelarsi un boomerang perché modificabile in caso di forte innalzamento dei tassi".

"Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Vicario – promotrice della L. 108/96 e concretamente attiva sul fronte dell’usura poiché gestisce con il riconoscimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze il Fondo di prevenzione usura che aiuta le famiglie sovraindebitate, è disponibile alla revisione della Legge a condizione che le modifiche non siano misure spot o peggio, come in questo caso, un’ulteriore contropartita al sistema bancario. Adiconsum chiede – prosegue Giordano – che le modifiche alla rilevazione dei tassi usura siano effettuate nell’ambito di un progetto complessivo di revisione che preveda: l’approvazione della legge per combattere il sovraindebitamento ferma in Parlamento da 10 anni, il rifinanziamento del Fondo per la sospensione delle rate e la sua estensione anche alle rate del credito al consumo, forme dedicate di accesso al credito per le famiglie meno abbienti, inasprimento delle pene per gli usurai, finanziamento certo e continuativo del Fondo di prevenzione usura e revisione complessiva della legge 108/96. Adiconsum fin dai prossimi giorni si farà promotrice presso le associazioni che operano nella lotta all’usura per modificare le norme contenute nel DL sviluppo in via di emanazione".

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