BANCHE. Draghi: “Stagnazione fino alla metà del prossimo anno”

"Sulla base dell’evoluzione della domanda mondiale oggi prevista dai principali organismi internazionali, la stagnazione in atto proseguirà almeno fino a metà del prossimo anno". È quanto ha detto oggi il Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi nell’intervento svolto in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio. Per Draghi "evitare che l’inasprimento delle condizioni creditizie per famiglie e imprese e il deterioramento del ciclo economico si rafforzino a vicenda in una spirale negativa è la sfida che le autorità devono affrontare nell’immediato".

"L’Italia – al pari degli altri grandi paesi dell’area – sta risentendo dell’avversa congiuntura internazionale. Il rallentamento della domanda mondiale frena le nostre esportazioni, che avevano sostenuto l’economia nell’ultima fase espansiva – ha detto Draghi – Vi si associa la debolezza della domanda interna. La moderata dinamica del reddito disponibile reale delle famiglie, l’incertezza aumentata dall’aggravarsi del clima economico si riflettono sui comportamenti dei consumatori. Si comprimono le spese, soprattutto quelle più facilmente rinviabili. Gli acquisti di beni durevoli, quelli di autoveicoli in particolare, si sono fortemente contratti". Le attese per l’anno prossimo "sono di un’ulteriore contrazione rispetto al consuntivo 2008".

Per il Governatore della Banca d’Italia "occorre innanzitutto evitare che la crisi si traduca in una severa contrazione dei flussi di credito all’economia reale; in secondo luogo, è necessario attivare efficaci politiche di sostegno che contrastino le tendenze recessive in atto".

Draghi riconosce come dote la capacità di risparmiare dell’Italia. È necessario, aggiunge, "che le banche siano particolarmente attente nella gestione dei rapporti con le famiglie, soprattutto quelle finanziariamente più vulnerabili. La rinegoziazione di alcune condizioni contrattuali può alleggerire gli oneri presenti e ridistribuire nel tempo i rimborsi. Le misure introdotte con l’accordo tra il Governo e l’Associazione Bancaria Italiana rappresentano un utile quadro di riferimento. Le difficoltà che i mutuatari incontrano nel valutare l’entità e la distribuzione degli oneri negli anni futuri dei nuovi contratti sembrano, tuttavia, scoraggiare il ricorso a queste procedure. È nell’interesse delle stesse banche adottare un approccio pragmatico e flessibile, valutando anche su base bilaterale le soluzioni più idonee a contenere il servizio del debito delle famiglie più vulnerabili e a salvaguardarne in questo modo la solvibilità".

"Occorre inoltre – aggiunge Draghi – considerare che un’ampia quota dei mutui a tasso variabile è ancorata nel nostro Paese al tasso interbancario Euribor. Oggi, a causa delle tensioni sui mercati interbancari e della rarefazione degli scambi, l’Euribor non riflette più adeguatamente il costo della raccolta. In prospettiva, è opportuno che le banche utilizzino per l’indicizzazione dei mutui a tasso variabile parametri più strettamente collegati all’effettivo costo della provvista".

In Italia, ha detto il Governatore, "i provvedimenti adottati hanno tranquillizzato i risparmiatori, stanno alleviando le tensioni del mercato interbancario. La solidità dei bilanci bancari e i chiari impegni delle autorità garantiscono la stabilità del sistema". Per Draghi dunque "i depositanti delle banche italiane sono al sicuro. L’impegno a ridurre il debito non viene meno. Con il sostegno temporaneo alle banche nella forma di capitale, lo Stato acquisirà attività redditizie; ne realizzerà il valore quando esse saranno restituite al mercato".

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