BANCHE. Draghi: famiglie italiane hanno “bassa vulnerabilità finanziaria”

Le famiglie italiane si trovano in una condizione di "bassa vulnerabilità finanziaria": la fragilità finanziaria interessa una famiglia indebitata su dieci. In Italia serve una revisione del sistema di ammortizzatori sociali perché "circa 1,2 milioni di lavoratori dipendenti non avrebbero copertura in caso di interruzione del rapporto di lavoro" e ci sono "450.000 lavoratori parasubordinati che non godono di alcun sussidio o che non hanno i requisiti per accedere ai benefici introdotti dai provvedimenti del Governo". È quanto evidenziato oggi dal Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi nella lezione "Conoscere per deliberare" nell’ambito del conferimento della laurea honoris causa presso l’Università di Padova.

La crisi finanziaria, ha detto Draghi, "ha concentrato l’attenzione sulla capacità delle famiglie di sostenere gli oneri di un debito rapidamente crescente, sebbene ancora su livelli nettamente inferiori a quelli registrati negli altri paesi avanzati". L’analisi della Banca d’Italia, ha detto Draghi, "conferma nel complesso una condizione di bassa vulnerabilità finanziaria delle famiglie italiane. La "fragilità finanziaria" – definita come la percentuale di famiglie con una spesa per debiti superiore al 30 per cento del reddito disponibile – risulta complessivamente limitata, pari al 2 per cento, e interessa una famiglia indebitata su dieci".

Soffermandosi invece sul sistema di ammortizzatori sociali, il Governatore ha riconosciuto che è "notoriamente frammentato" e, affermando la mancanza di informazioni sulla copertura effettiva, ha sottolineato: "Per supplire a questo vuoto informativo, la Banca ha fatto ricorso ai dati raccolti dall’Istat e dall’INPS, stimando che circa 1,2 milioni di lavoratori dipendenti non avrebbero copertura in caso di interruzione del rapporto di lavoro, a cui si affiancano 450.000 lavoratori parasubordinati che non godono di alcun sussidio o che non hanno i requisiti per accedere ai benefici introdotti dai provvedimenti del Governo. Questi risultati – ha detto Draghi – rafforzano l’esigenza di una revisione del nostro sistema di ammortizzatori sociali con benefici per l’efficienza produttiva, la tutela dei lavoratori, l’equità sociale. Essa è oggi il prerequisito per un’estensione della flessibilità del mercato del lavoro a tutti i suoi comparti".

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