BANCHE. Draghi: massimo scoperto, “risolvere questione alla radice”

"La fiducia della clientela è perno di stabilità del sistema finanziario". Le disposizioni della nuova disciplina di trasparenza dei servizi bancari e finanziari della Banca d’Italia saranno emanate "entro questo mese". E sulla commissione di massimo scoperto le parole del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi non potrebbero essere più chiare: "Ora le banche devono risolvere la questione alla radice; sostituiscano spontaneamente, una volta per tutte, le commissioni complesse e opache con commissioni ragionevoli sui fondi messi a disposizione; per il resto, si riconduca tutto all’applicazione trasparente dei tassi di interesse". È quanto ha detto oggi Mario Draghi nel suo intervento all’Assemblea Annuale dell’Associazione Bancaria Italiana. "A partire dall’inizio del 2010 i tassi determinanti ai fini di prevenzione dell’usura includeranno tutti gli oneri accessori: la commissione di massimo scoperto se ancora esistente, le commitment fees, i compensi di mediazione, ogni altra spesa connessa con il finanziamento".

Credito e banche, remunerazione e management, riforma della vigilanza europea, norme antiriciclaggio: sono numerosi i temi affrontati nella sua relazione dal Governatore, che si è soffermato inoltre sulla protezione del cliente. "La crisi – ha detto – rafforza la necessità di continuare nell’azione per migliorare gli standard di correttezza e trasparenza nei rapporti con il pubblico; per dirimere in tempi rapidi le controversie tra gli intermediari e i clienti; per promuovere un uso più consapevole degli strumenti finanziari da parte dei risparmiatori e degli investitori". Draghi ha inoltre sottolineato che "la nuova disciplina di trasparenza dei servizi bancari e finanziari della Banca d’Italia si è profondamente evoluta rispetto al passato, vuole che il cliente disponga di informazioni semplici da capire, utili a valutare la convenienza delle operazioni che gli vengono proposte, la correttezza di chi gliele propone; richiede agli intermediari di adottare procedure interne che assicurino comportamenti corretti". Le disposizioni, ha annunciato, "verranno emanate entro questo mese". Il Governatore ha inoltre ricordato l’introduzione dell’Arbitro Bancario Finanziario, "il nuovo sistema per risolvere le controversie in materia di servizi bancari e finanziari".

Nel campo della remunerazione del management, è stata costituita una task force per "valutare gli effettivi meccanismi di remunerazione e chiedere correttivi dove necessario". Ma l’intervento di Draghi ha rappresentato l’occasione per fare il punto sulla situazione del credito. "Il credito al settore privato rallenta ancora – ha detto Draghi – Da aprile la variazione su tre mesi è divenuta negativa: in maggio era pari a meno 0,9 per cento su base annua. Nell’ultimo decennio il tasso di crescita medio annuo del credito al settore privato è stato pari al 9,6 per cento. La contrazione riguarda le imprese, mentre i prestiti alle famiglie continuano a espandersi, benché a ritmi nettamente inferiori a quelli degli ultimi anni". Per Draghi, "la recessione si fa sentire sulla qualità del credito" e "il deterioramento della qualità dei prestiti incide in misura crescente sui profitti delle banche". Allo stesso tempo, a fronte del periodo difficile che si ha davanti, le banche non devono far mancare il sostegno alle imprese: "Le banche – ha detto il Governatore – sono determinanti nel rendere la crisi che stiamo affrontando più o meno duratura, più o meno profonda. Bisogna conciliare il perseguimento di prudenti equilibri economici e patrimoniali con l’esigenza di non far mancare il sostegno finanziario alle imprese con buone opportunità di crescita, reali capacità di superare la crisi".

Dal Governatore arriva anche il richiamo a fare di più e "mutare passo" nell’applicazione delle norme antiriciclaggio. Nel 2008 la Banca d’Italia ha assunto direttamente, ha ricordato Draghi, la responsabilità sui controlli antiriciclaggio: nel 2008, attraverso Vigilanza e Unità di Informazione Finanziaria, sono stati realizzati accertamenti "su 191 tra banche, SIM, SGR e altri intermediari finanziari". Diverse le carenze emerse nel rispetto della normativa, puntualmente elencate da Draghi, che ha commentato: "Sanzioni, richiami, le numerose denunce all’autorità giudiziaria dimostrano che le banche sottovalutano la necessità di un assoluto rispetto delle norme, di un rigoroso adempimento degli obblighi a loro carico. Occorre mutare passo. Gli organi societari devono farsi carico dell’adeguato funzionamento dei sistemi di contrasto al riciclaggio". E l’azione, ha aggiunto, "comincia ad avere effetto": nel 2008 le segnalazioni di operazioni sospette all’UIF sono state circa 14.600, con un aumento del 16% rispetto all’anno precedente, mentre "nel primo quadrimestre del 2009 vi è stato un ulteriore, forte incremento (50 per cento circa) rispetto a un anno prima".

 

di Sabrina Bergamini

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