BANCHE. Etica sgr: “Fondi etici, Italia indietro”

Fondi etici: l’Italia è rimasta indietro rispetto agli altri paesi europei mentre gli investimenti socialmente responsabili, che abbinano le valutazioni sui risultati economici alle valutazioni sull’impatto sociale e ambientale dell’operato di Stati e aziende che emettono titoli, sono in netta crescita in tutto il mondo. E dunque "non ci sono più scuse per gli investitori istituzionali – enti religiosi, sindacati e Terzo Settore in testa – che ancora investono tutti i loro patrimoni usando strumenti privi di certificazione etica".

Questo quanto affermato da esperti nazionali e internazionali nel corso del seminario "Efficacia ed efficienza dell’azione dell’investitore etico" promosso da Etica sgr che si è svolto oggi a Roma. Il trend del mercato è stato illustrato dalla direttrice generale di Etica sgr, Alessandra Viscovi: a livello mondiale i patrimoni gestiti con criteri etici hanno raggiunto il 10%, in Europa l’industria dei fondi socialmente responsabili ha aumentato il proprio patrimonio del 27% nei primi sei mesi di quest’anno resistendo alla crisi, con un aumento che ha riguardato soprattutto Francia, Germania e Belgio.

"In Europa – ha detto Viscovi – sono presenti 683 fondi etici per un totale di 53 miliardi di euro collocati a clienti retail, mentre l’Italia è rimasta indietro rispetto agli altri Stati europei e conta oggi 20 fondi per un patrimonio complessivo di circa 1,5 miliardi, in calo da tre anni consecutivi. Peraltro, anche in Italia i fondi socialmente responsabili hanno dimostrato almeno di resistere meglio degli altri alla crisi".

Finanza etica per rimettere in moto l’economia, dunque. Per Leonardo Becchetti, docente di Economia all’Università di Tor Vergata e presidente del Comitato Etico di Banca Etica, "le imprese socialmente responsabili fronteggiano sì un aumento di costi, ma i benefici sono enormi: aumenta la produttività dei lavoratori, si ottiene più favore da parte dei cittadini che sono disposti anche a pagare di più se sanno di sostenere un’azienda socialmente responsabile, si riduce la conflittualità e le cause con i consumatori (soprattutto negli USA), si possono conquistare leadership tecnologiche nel settore ambientale, anticipando regolamentazioni sempre più severe sulle emissioni".

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