BANCHE. Faissola in Audizione alla Camera: “Servono regole stabili e robuste”

Il 2010 sarà, nel complesso, un anno di espansione produttiva e di ripresa; la crescita del Pil in Italia dovrebbe passare dal -5% del 2009 al -1%. Le regole finanziarie hanno l’arduo compito di trovare il delicato equilibrio tra efficienza, innovazione, trasparenza e competitività internazionale. Il tutto deve essere concepito in un quadro regolamentare stabile e robusto, che è anche il modo migliore per scoraggiare le banche a ricercare profitti puramente finanziari, incoraggiando modelli di business tradizionali.

L’Audizione del Presidente dell’Abi, Corrado Faissola, alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati è iniziata con un’analisi del futuro quadro economico e si è focalizzata sulle proposte di revisione dell’Accordo Basilea 2, presentate lo scorso 17 dicembre dal Comitato di Basilea. Le proposte, sottoposte a consultazione pubblica, dovrebbero entrare gradualmente in vigore a fine 2012 e sono volte innanzitutto alla composizione del patrimonio delle banche, al fine di definire regole comuni accettate a livello internazionale e migliorare la qualità del patrimonio di primo livello.

Secondo il Comitato di Basilea, la parte predominante di questo patrimonio dovrebbe essere composta da "common equity" (azioni ordinarie e da utili non distribuiti) al netto dei filtri prudenziali e di alcune deduzioni. Per quanto riguarda le nuove regole di vigilanza europee è necessario – secondo Faissola – uno stretto coordinamento tra gli interventi di riforma della normativa comunitaria di riferimento che recepisce Basilea 2 (Capital Requirements Directive – CRD), e le misure pianificate dal Comitato di Basilea.

Il Presidente dell’Abi ha poi ripreso quanto detto dal Governatore di Bankitalia Draghi: "sarà importante verificare la coerenza complessiva dell’impianto, imponendo requisiti prudenziali più stringenti per quelle banche che hanno operato con modelli di business più rischiosi, all’origine della crisi".

Faissola ha anche ricordato alcune iniziative intraprese dall’Abi per superare la crisi, come l’accordo firmato con le Associazioni dei consumatori per la sospensione delle rate di mutuo per 12 mesi alle famiglie in difficoltà. L’Abi ha stimato che circa 90 mila famiglie potranno avere accesso alla sospensione in questo biennio. Nelle prime settimane di avvio dell’operazione hanno già aderito 250 banche, rappresentative, in termini di sportelli, di circa l’82% del mercato. Stimiamo che entro la fine del mese di febbraio l’adesione sarà prossima al 100%.

Delle banche aderenti – fa sapere Faissola – ben 111 hanno deciso di applicare condizioni migliorative per la clientela tese ad aumentare le categorie di operazioni ammissibili alla sospensione. In particolare, le condizioni migliorative riguardano l’ambito di applicazione, l’incremento del limite del mutuo erogato, l’incremento del reddito imponibile annuo, l’estensione della durata di sospensione e degli eventi che la determinano, l’applicazione di tassi più favorevoli durante il periodo di sospensione.

La maggioranza delle banche aderenti ha scelto di sospendere l’intera rata; delle restanti, il 24,75% lascia al cliente la scelta di sospendere l’intera rata o solo la quota capitale, il 19,51% attribuisce in capo alla banca detta opzione mentre solo il 13,71% ha dichiarato di sospendere solamente la quota capitale.

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