BANCHE. Federconsumatori: “Da oggi stop a commissioni raddoppiate. Entra in vigore direttiva Ue”

Oggi entra in vigore, nei 31 paesi aderenti al sistema di pagamento Sepa (sistema europeo dei pagamenti), la direttiva comunitaria sul sistema unico di pagamenti in Europa, che elimina i possibili salassi dovuti alle doppie commissioni bancarie. Federconsumatori ricorda che "da oggi non sono più possibili i ripetuti salassi e le altissime commissioni, perfino raddoppiate ed all’insaputa dell’ordinante, che penalizzavano pesantemente anche il beneficiario e non soltanto l’utente che si recava in banca per effettuare un bonifico da una banca italiana in un’altra banca europea, sui trasferimenti di denaro effettuati dai consumatori che gli istituti di credito applicavano arbitrariamente trattenendo anche il 10-15% del valore trasferito".

Federconsumatori spiega che la Direttiva sui Servizi di Pagamento (Payment Services Directive-Psd) punta ad aumentare la concorrenza tra gli operatori e tra i mercati nazionali dei pagamenti e ad accrescere la trasparenza sia per i prestatori che per gli utenti, con importanti innovazioni che vanno dalla eliminazione dei giorni valuta (in Europa non esistono termini quali valuta disponibilità delle somme versate), alla fissazione del termine massimo per l’accredito in conto (entro 3 giorni dall’ordine fino a tutto il 2012, entro 1 giorno dal 1 gennaio 2013) alle condizioni per il rimborso in caso di esecuzione non conforme o di pagamenti non autorizzati.

Secondo Federconsumatori "i benefici attesi del sistema Sepa, a due anni dal lancio del bonifico Sepa, non si sono fino ad ora materializzati, per la resistenza di alcuni sistemi bancari conservatori,in primis quello italiano che ha contagiato l’Abi europea ritardando fino all’ultimo lo status ante (ossia maggiori oneri per i consumatori e maggiori ricavi per le banche) per sfruttarne i vantaggi, ma anche per i ritardi del Governo Berlusconi, che ha recepito lo schema di direttiva nell’ultimo consiglio dei ministri del 28 ottobre scorso e che necessita dei vari passaggi nelle commissioni parlamentari per un parere consultivo e il ritorno al Cdm per l’approvazione definitiva,presumibilmente entro fine anno".

"E’ la stessa Bankitalia – scrive l’Associazione dei consumatori in una nota – in un recente convegno a Milano svolto il 26 ottobre scorso, a denunciare ritardi ed omissioni".

"A due anni dal suo lancio, l’utilizzo del bonifico Sepa è ancora troppo limitato con il suo circa 4% nell’area euro, ben lontano dall’obbiettivo di una quota del 20% entro il 2010. Uno dei motivi – ha spiegato Carlo Passacantando, responsabile dei sistemi di pagamento della Banca d’Italia – è che il bonifico Sepa viene utilizzato per lo più per operazioni transfrontaliere e sostituisce solo in parte lo strumento domestico, il che impedisce di realizzare economie di scala che renderebbero possibili significativi benefici per gli utenti finali".

"La direttiva comunitaria sui servizi di pagamento PSD (payment services directive) – continua Federconsumatori – al cui interno c’è anche il riconoscimento di nuovi soggetti di pagamento (payment institution),fissa una tappa importante ed inderogabile sia per il servizio dei bonifici che per quello di direct debt, in sostanza la possibilità di uniformare la domiciliazione delle utenze all’interno della zona euro".

Finora i paesi più virtuosi ad adottare il servizio di bonifici Sepa sono stati la Slovenia e Lussemburgo, quest’ultimo con un utilizzo dell’85% nella seconda metà del 2008, a cui si aggiungono Danimarca e Lituania (anche se non hanno adottato l’euro), rispettivamente con percentuali di utilizzo dei bonifici Sepa del 56% e del 42%. Cifre che ci confrontano con le più stringate percentuali di Belgio (2,7%), Spagna (15%), Francia, Germania ed Italia (meno dell’1%) nello stesso periodo di riferimento.

"Poiché le direttive europee sono immediatamente esecutive, da domani 2 novembre 2009, qualsiasi consumatore che dovesse subire ritardi negli accrediti dei bonifici (max 3 giorni) o addebiti iniqui (non si può detrarre neppure 1 centesimo dalla somma trasferita), può mettere in mora le banche chiedendo i doverosi risarcimenti".

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