BANCHE. Imprenditori immigrati raddoppiati in 5 anni. ABI: 7 su 10 clienti delle banche

Immigrati sempre più imprenditori: nel commercio più che negli altri settori, originari di Cina Bangladesh e Marocco più che fra le altre nazionalità, più a Palermo che a Roma, e con sette imprenditori immigrati su dieci clienti delle banche. Sono alcuni dei primi dati del focus sull’Imprenditoria immigrata e le banche, condotto nell’ambito della ricerca ABI-CeSPI. Il quadro di riferimento vede un andamento crescente delle imprese individuali degli immigrati che negli ultimi cinque anni sono più che raddoppiate: erano circa 100 mila nel 2001, sono quasi 230 mila nel 2006 (dati Unioncamere). I tassi di crescita sono sempre superiori al 10% annuo e vanno dal 24% nel 2001 a quasi il 13% nel 2006.

Da qui la ricerca ABI-CeSPI su un campione rappresentativo di 1324 migranti, di dieci nazionalità, in cinque aree urbane italiane (Roma, area metropolitana di Milano, Brescia, Perugia, Palermo). E così si evidenzia che a Palermo quasi il 30% degli occupati è imprenditore (29,5%) soprattutto per la rilevanza di commercio e lavoro domestico e con l’influenza decisiva delle nazionalità intervistate e l’attivismo imprenditoriale di bangladesi e marocchini, a fronte di un 5,6% di imprenditori a Brescia, dove però prevale il tessuto industriale e dunque il lavoro dipendente.

Pesano anche luogo d’origine e genere. Secondo i dati ABI-CeSPI "spicca l’alta propensione all’imprenditorialità della comunità cinese (33% circa di imprenditori, rispetto al totale dei cinesi intervistati), seguita in questa classifica dal dato relativo a bangladesi (20%) e marocchini (18%). Nel campione è invece basso il livello di lavoratori autonomi tra albanesi (5%), ecuadoriani (6,6%), filippini (circa 7%) e ghanesi (7,6%)". La percentuale di imprenditoria maschile è nettamente più alta di quella femminile. Le imprenditrici rappresentano comunque quasi il 7% delle donne intervistate e prevalgono nel settore del commercio, che rappresenta quello più "gettonato" per l’avvio dell’impresa da parte degli immigrati. Solo gli uomini hanno costituito imprese nel settore delle costruzioni, mentre le donne sono prevalenti nel comparto degli alberghi e ristoranti e dell’industria. Il 27,6% degli imprenditori è laureato.

In media il 70% degli imprenditori ha rapporti con le banche ma il dato risente di forti differenze territoriali: a quasi il 90% degli imprenditori clienti delle banche a Perugia si oppone il 42,6% a Palermo.

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