BANCHE. Ius variandi, CODICI chiede al Governo di modificare la norma

CODICI chiede al Governo di risolvere l’annosa questione dello ius variandi, la facoltà che hanno banche e istituti di credito di modificare unilateralmente una o più clausole del contratto, successivamente alla sua conclusione, e cioè in fase di esecuzione. CODICI denuncia che, sebbene il Ministero abbia affermato che "risultano esclusi dal campo di applicazione i contratti di mutuo, nei quali lo svolgimento del rapporto in un arco temporale concordato tra le parti costituisce un elemento essenziale, a tutela degli interessi di entrambi i contraenti", ci sono degli istituti bancari che nel totale silenzio hanno reintrodotto la clausola dello ius variandi nei contratti di mutuo.

Il Ministero dello Sviluppo ha rafforzato la sua interpretazione affermando che l’espressa volontà del legislatore, in sede di conversione nella legge n. 248/2006, è stata quella di voler escludere" i contratti di durata aventi una natura peculiare e regolati da leggi speciali", come quello di mutuo.

Nella prassi, molte banche continuano a prevederlo nei mutui; in questi casi esse richiamando l’art. 118 nel testo attuale. In questo contesto CODICI ricorda che in seguito all’articolo 10 del decreto Bersani, l’ABI con una circolare ha cercato di offrire un commento allo ius variandi che è stato poi bloccato dall’Antitrust come un’intesa restrittiva della concorrenza. L’Antitrust, nel caso dei contratti di mutuo, sottolineava che la stessa facoltà di recesso nei mutui non è una tutela in quanto l’utente dovrebbe restituire in tempi brevi l’importo del capitale mutuato.

"CODICI ritiene sia necessario – commenta il Segretario Nazionale del CODICI, Ivano Giacomelli- fare chiarezza sulle modifiche unilaterali nei contratti finanziari e l’ABI dovrebbe intervenire al fine di risolvere il nodo dello ius variandi affinché non si apportino solo vantaggi alla banche, ma anche ai consumatori. L’auspicio è che la bozza di provvedimento al varo del Ministero dell’Economia recepisca positivamente la direttiva 2008/48/Ce, intervenendo in maniera positiva e risolvendo l’annoso intrico dello ius variandi".

Pertanto, CODICI invita il Governo a modificare la normativa vigente e a prevedere delle sanzioni per gli Istituti bancari che non rispettano la legge.

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