BANCHE. La Banca d’Italia risponde ad Altroconsumo sul ruolo degli Osservatori del credito

Con il dl 128/2008 sono stati istituiti, presso le Prefetture, gli Osservatori del Credito. Con una lettera diffusa il 7 maggio scorso Altroconsumo ha segnalato un irrigidimento delle politiche di offerta delle banche nei finanziamenti alle piccole e medie imprese e un aumento dei tassi di interesse applicati sui mutui alle famiglie. L’Associazione dei consumatori ha quindi chiesto l’intervento della Banca d’Italia, chiamata a "controllare le operazioni di credito e a risolvere direttamente le situazioni critiche".

A un mese di distanza dalla lettera di Altroconsumo arriva la risposta della Banca d’Italia che sintetizza alcune considerazioni.

Prima di tutto l’Istituto Centrale sottolinea come con l’acuirsi della crisi finanziaria sia diminuita la domanda di prestiti da parte delle imprese, cosa che è avvenuta anche nel resto d’Europa. Dunque solo in parte si è irrigidita l’offerta delle banche.

Inoltre, tra settembre 2008 e marzo 2009 il costo dei mutui alle famiglie si è progressivamente ridotto: di 2 punti percentuali per i finanziamenti a tasso variabile e di un punto per quelli a tasso fisso. A marzo 2009 i tassi bancari attivi sono risultati allineati a quelli dell’area euro.

Per quanto riguarda l’attività di controllo della Banca d’Italia – spiega l’Istituto nella lettera – secondo il T.U.B. questa non può intervenire nelle scelte di allocazione del credito che sono, invece, rimesse alle autonome determinazioni degli intermediari. L’Istituto può solo intervenire nell’ambito dell’attività di gestione degli esposti e, nelle situazioni di particolare criticità, si richiama l’opportunità che gli intermediari forniscano indicazioni sulla possibilità di ricorrere ad associazioni o fondazioni attive nella prevenzione antiusura eccetera.

Comunque la Banca d’Italia assicura che il tema dei rapporti tra banche e clienti è oggetto di crescente attenzione; la tutela del cliente si basa anche sul grado di concorrenza del mercato e su efficienti meccanismi di enforcement. Infine, la lettera precisa che la Banca d’Italia non rientra tra i membri degli Osservatori regionali istituiti presso le Prefetture e dunque non partecipa all’attività di monitoraggio, ma si limita a fornire dati statistici sul credito a livello regionale.

LINK: La lettera della Banca d’Italia

 

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