BANCHE. Manovra, i Consumatori dicono no a misure che colpiscono “i soliti noti”

Oggi il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha lasciato la riunione dei Ministri dell’Economia a Bruxelles dicendo di dover tornare a Roma per "chiudere il bilancio dell’Italia". Nel frattempo a Roma l’Opposizione lanciava il suo appello per una rapida approvazione della manovra, possibilmente con alcuni emendamenti presentati da Pd, Idv e Udc, che ne riducono l’iniquità. In queste ore il Ministro Tremonti dovrebbe incontrare l’Opposizione del Governo.

In un giorno così delicato si fanno sentire anche le Associazioni dei consumatori. Il Codacons chiede di bloccare immediatamente chi, giocando in borsa, specula e guadagna allegramente senza neanche doverci mettere i soldi, mettendo a rischio la stabilità finanziaria di un Paese. Il Codacons apprezza le misure decise dalla Consob per dare una stretta sulle vendite allo scoperto, ma ritiene indispensabile un intervento diretto del Governo, nell’ambito della manovra. La richiesta è quindi di abolire le vendite allo scoperto.

"Non si capisce, infatti, perché si debba consentire a qualcuno di poter cedere un titolo senza nemmeno possederlo realmente. D’altronde se in passato sono già state proibite vendite allo scoperto su titoli di banche, non si capisce perché non lo si possa fare oggi, ad esempio, per i titoli pubblici". Inoltre il Codacons chiede di tassare le transazioni finanziarie e di togliere l’ingiusto aumento del bollo sul dossier titoli, che colpisce indiscriminatamente risparmiatori e speculatori. Il risparmiatore medio italiano, infatti, fa pochissime transazioni in vita sua, a differenza degli speculatori che ogni giorno vendono e comprano per guadagnare sulle differenze di prezzo. Aumentare, quindi, l’imposta di bollo sui depositi titoli anche a chi ha investito tra 1000 e 50.000 euro significa colpire anche chi ha semplicemente investito la propria liquidazione, ossia i risparmi di una vita di lavoro. Ecco perché il Codacons chiede al Governo di rivedere almeno le soglie sui bolli, differenziandole maggiormente, ad esempio lasciando invariato il bollo sotto i 25.000 euro (considerando che il deposito medio è di circa 22.500 euro) e poi aumentandolo gradualmente, con nuove soglie tra 25.000 e 50.000, tra 50.000 e 100.000 e sopra 100.000.

Federconsumatori e Adusbef condividono la necessità di avviare la manovra nel più breve tempo possibile, per stroncare i fenomeni speculativi in corso. A tale proposito le due Associazioni hanno già presentato esposto alla Procura della Repubblica contro le agenzie di rating (Moody’s e Standard & Poor’s) per accertare l’eventuale responsabilità nelle recenti manovre speculative contro il nostro Paese. Ma una manovra rapida non può essere pagata a spese dei "soliti noti" e configurarsi come una sorta di "patrimoniale capovolta", denunciano le Associazioni che propongono di eliminare:
il taglio dell’automatismo sulle rivalutazioni delle pensioni, l’aumento del bollo sui deposito titoli, che da un lato colpisce i bassi redditi e dall’altro li induce a fuggire in altre direzioni.

Il recupero di un’identica quantità di risorse deve essere invece trovato attraverso: tassa sul trading, aumento tassa su rendite finanziarie (eccetto titoli di stato) a media europea del 20%, più determinata lotta all’evasione fiscale, tassa sui patrimoni sopra 2 milioni di euro, tagli ai costi della politica, con abolizione Province, accorpamento piccoli comuni, eliminazione delle multi-cariche, taglio agli stipendi dei manager pubblici, portandoli ad un livello identico a quello dei redditi dei parlamentari, a loro volta collocati su media europea.

"Il previsto aumento del bollo sul conto titoli è di entità tale da assomigliare quasi a un esproprio, a tutto vantaggio di intermediari e risparmio gestito". E’ il commento di Altroconsumo che avverte: "Attenzione alle false lusinghe della vostra banca: per investimenti anche non troppo elevati, conviene comunque il "fai da te".

 

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