BANCHE. Modifiche unilaterali dei c/c, Cittadinanzattiva: “Bene l’iniziativa dell’Antitrust”

"Non far pesare le comunicazioni sui clienti? Se le banche si preoccupassero seriamente delle tasche del cliente manderebbero una raccomandata per comunicargli l’avvenuta modifica delle condizioni contrattuali". E’ il commento di Giustino Trincia, vice segretario generale di Cittadinanzattiva a quanto affermato da Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust sui cambiamenti contrattuali dei conti correnti. In particolare, secondo Catricalà L’art. 118 del Testo unico bancario, che permette alle banche di modificare unilateralmente le condizioni, non dovrebbe più far parte dell’ordinamento.

Il 20% dei cittadini si rivolge al Pit servizi di Cittadinanzattiva per chiedere informazioni sui costi dei conti correnti bancari, segnalando poca trasparenza e il 5% di questi dichiara che i costi variano durante la tenuta del conto senza alcuna comunicazione. Il principio della non obbligatorietà della comunicazione dovrebbe valere solo nel caso di cambiamenti in positivo per gli utenti. Qualsiasi altra modifica delle condizioni contrattuali, fatta peraltro, come sospetta l’Autorità, in maniera coordinata e contemporanea fra i vari istituti bancari, mostra elementi vessatori nei confronti dei clienti e per principio dovrebbe essere vietata.

Per questo Cittadinanzattiva si dichiara "pienamente d’accordo con le osservazioni e le proposte del Presidente dell’Antitrust e chiediamo che sia abrogato l’articolo 118 del testo unico bancario – conclude Trincia – Una vera liberalizzazione del settore dei servizi del credito dovrebbe essere accompagnata, per essere vera ed efficace, dal rafforzamento dei diritti e degli strumenti di tutela dei cittadini consumatori. Ed è proprio questo quello che in questi anni non si è fatto in troppi servizi di pubblica utilità, dalle banche alle assicurazioni alle telecomunicazioni".

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