BANCHE. Monito dell’Antitrust sulla trasparenza: necessario intervenire

L’Antitrust chiede a Parlamento, Banca d’Italia e Consob interventi di regolazione sulla governance di banche e assicurazioni "per ripristinare la fiducia nel sistema". La richiesta fa seguito all’indagine conoscitiva su banche, assicurazioni e swg, condotta dall’Authority l’anno scorso e pubblicata a inizio gennaio, dalla quale sono emersi intrecci di governance tra società con percentuali dell’80%.

In una segnalazione, l’Antitrust chiede che l’intervento pubblico a sostegno delle banche sia inserito in un quadro di misure finalizzate a eliminare i conflitti di ruolo, a riformare assetti di governance ormai superati, a garantire la nozione di indipendenza, e a introdurre maggiore trasparenza nel ruolo degli azionisti. Necessari anche chiarimenti sulla normativa sui mutui per incentivare la portabilità e garantire la massima confrontabilità delle offerte. Introdurre un indice di costo sintetico per tassi e commissione di massimo scoperto.

L’intervento pubblico a sostegno delle banche – secondo l’Autorità – va accompagnato da misure regolatorie volte a realizzare radicali cambiamenti nella governance, a rendere più trasparente l’operato delle fondazioni e a riformare le banche popolari quotate in borsa. Dal momento che l’autoregolamentazione collettiva ed individuale non ha risolto le anomalie riscontrate dall’indagine conoscitiva, l’Antitrust auspica il ricorso a strumenti regolatori più immediati, visto che i legami tra concorrenti, sia azionari che personali, possono non solo determinare significativi effetti distorsivi della concorrenza ma incidere sulla stessa stabilità e reputazione del sistema in termini estremamente negativi, esponendolo a pericolosi effetti domino, anche e soprattutto alla luce dell’attuale crisi in corso.

Per questo un primo insieme di interventi normativi/regolatori (del Parlamento o delle Autorità di settore) dovrebbe investire la struttura stessa del sistema bancario/finanziario, eliminando i conflitti di ruolo/incarico e garantendo la trasparenza nel ruolo degli azionisti/finanziatori rispetto ai soggetti finanziati.
Sulla materia dei mutui immobiliari (ad es. rinegoziazione/portabilità) gli interventi normativi vanno attuati in modo da consentire ai clienti di confrontare agevolmente le diverse opzioni e scegliere quella più competitiva in termini di miglior prezzo (vale a dire, in termini di minore tasso applicabile). Si tratta di un aspetto fondamentale per incentivare la ripresa di dinamiche concorrenziali piene nell’offerta dei mutui, fondata su un ruolo attivo nel rapporto domanda/offerta attraverso la portabilità dei mutui e/o la spontanea rinegoziazione degli stessi, anche al fine di evitare effetti distorsivi sugli spread.

Nel caso della commissione di massimo scoperto, secondo l’Autorità occorre introdurre un chiaro ed unico indicatore sintetico che riunisca le diverse voci di spesa a carico del cliente che vada in scoperto. La clientela avrebbe un’immediata e chiara percezione del prezzo complessivo dei servizi bancari, necessaria per confrontare tra loro le diverse offerte presenti sul mercato e per rapportare il prezzo rispetto al livello dei tassi individuati come usurari. Si tratta di un cruciale aspetto di trasparenza che non appare direttamente interessato dal nuovo testo normativo. Per questo occorre un chiarimento legislativo che dia un’indicazione precisa e tassativa dei criteri di calcolo del tasso usurario e interventi regolatori che esplicitino un indicatore sintetico di tutte le voci di spesa a carico dei clienti finali comprensivo delle commissioni di massimo scoperto. In un’ottica concorrenziale si tratta di una misura che appare necessaria non solo per il cliente/consumatore finale ma anche per il cliente/piccola e media impresa. In proposito l’Autorità chiede che sia colmata l’attuale lacuna normativa che in materia di pratiche commerciali scorrette non le consente di tutelare le pmi.

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