BANCHE. Mussari (Abi): “E’ il momento della terapia”

Trasparenza e semplicità sono alla base dei rapporti tra le banche e i clienti; per questo nel 2010 l’Associazione Bancaria Italiana (Abi) ha innovato il modello di gestione dei rapporti con le Associazioni dei consumatori, attraverso un loro maggiore coinvolgimento in tutte le iniziative dirette alla clientela. Un esempio di questa collaborazione è stato il progetto "Trasparenza semplice" avviato con la costituzione di un cantiere comune sui conti correnti. Con 13 Associazioni dei consumatori aderenti al CNCU è stato, inoltre, sottoscritto il protocollo d’intesa per l’attuazione del Piano famiglie che prevede il sostegno del credito alle famiglie e la possibilità di sospendere le rate dei mutui "casa".

E’ stata resa più semplice la portabilità, attraverso il servizio di trasferimento standardizzato degli strumenti finanziari. Per quanto riguarda il credito al consumo, con il recepimento delle norme comunitarie, dal 1° giugno 2011 gli intermediari nazionali si sono adeguati agli impegni al pari degli altri paesi UE ed è stata emanata una norma nazionale diretta a contenere la possibilità di aumento del contenzioso con i consumatori.

Tutto questo è stato ricordato oggi, durante l’Assemblea annuale dell’Abi, nel corso della quale si è ribadita la solidità patrimoniale del settore bancario italiano che, nonostante l’aumento delle sofferenze e il crollo degli utili, ha continuato a sostenere l’economia del Paese, mettendo in campo una serie di misure per facilitare l’accesso al credito e aiutare piccole e medie imprese e famiglie in difficoltà a causa della crisi economica.

Il Presidente dell’Abi, Giuseppe Mussari,ha detto che nell’ultimo anno il costo dei servizi bancari italiani si è ridotto: l’indice dei prezzi dei servizi finanziari monitorato dall’Istat segnala, per il mese di maggio 2011, una contrazione su base annua dello 0,8%. Secondo Bankitalia nel 2010 il costo dei conti correnti bancari di deposito è stato in media di 110,2 euro, 3 euro in meno rispetto al 2009. E nel 2010 si è registrata una ripresa della dinamica dei prestiti alle famiglie e al settore privato. Per l’Italia, però, è il momento di aprire una nuova fase economica, quella della terapia che deve basarsi su un "coraggioso programma di liberalizzazioni, di semplificazioni e di privatizzazioni" che conduca anche alla realizzazione di "importanti progetti infrastrutturali che possono già contare sui necessari finanziamenti non ancora utilizzabili per la persistenza di vincoli normativi".

A proposito degli urgenti interventi di crescita del Paese, il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi ha detto che "alla correzione degli squilibri di finanza pubblica si deve accompagnare un innalzamento del potenziale di crescita della nostra economia, mediante la messa in campo tempestiva di politiche strutturali incisive e credibili, con comportamenti coerenti di tutti i protagonisti della vita politica e produttiva". Secondo Draghi, quindi, "la manovra presentata dal Governo rappresenta un passo importante nel processo di risanamento dei conti pubblici", ma bisogna anche avviare un percorso di crescita stabile. Su questo l’Italia può far leva su fattori favorevoli: un indebitamento del settore privato contenuto e banche solide. "Disponiamo di risorse fondamentali che caratterizzano da sempre gli italiani: l’iniziativa individuale, la capacità di innovare, l’energia nel lavoro. Dobbiamo avere fiducia nelle possibilità di crescita della nostra economia. Dobbiamo trovare un intento comune, al di là degli interessi particolari e di fazione. Dobbiamo riscoprire un agire per il bene di tutti".

di Antonella Giordano

 

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